“Questa è la politica del Pd, che riduce i servizi per fare cassa e quello che sta accadendo nelle Colline dell’Albegna non è che la conferma di un piano di tagli in atto sui servizi sanitari, che non è solo una visione di parte, ma una realtà che sta colpendo il territorio provinciale“.
A dichiararlo, in un comunicato, sono Marco Barzanti e Luciano Fedeli, rispettivamente segretario provinciale e responsabile “Welfare e sanità” del Pci di Grosseto.
“Ora si prova con la rianimazione di Orbetello, che si annuncia debba essere chiusa nel periodo delle festività ed ha ragione Bellumori ad ironizzare, ma non è questo il primo esempio di chiusura ‘programmata’ di un servizio ospedaliero nella provincia e nella Toscana della buona sanità – spiegano Barzanti e Fedeli -. Quello che sta accadendo nella provincia di Grosseto, secondo la segreteria del Pci, nella vecchia Asl 9, è davvero raccapricciante e pone molti interrogativi inquietanti rispetto all’offerta per i cittadini residenti. Un pezzo alla volta vengono depotenziati da nord a sud i territori di servizi fondamentali. Bellumori è tra i pochi amministratori che ha il coraggio di uscire e denunciare quanto sta accadendo per la rianimazione e per altri servizi. Bene farebbero anche gli altri sindaci senza limitarsi ad obbedire e battessero forte più di un colpo per fermare il depauperamento della sanità provinciale“.
“Il piano sanitario di area vasta, approvato dalla Giunta regionale e presentato ai sindaci dell’area vasta Sud – Est, che evidentemente non vi hanno prestato la dovuta attenzione, prevede un ridimensionamento della chirurgia d’urgenza in tutte le realtà ospedaliere piccole e lo spegnimento, seppur temporaneo, della rianimazione di Orbetello: è un segno non molto tranquillizzante che va in questa direzione con le attività che saranno affidate al solo presidio provinciale – continua il comunicato -. Nessuna contropartita, nessuna discussione, ma decisioni che calano dall’alto verso i territori con penalizzazioni sulle spalle dei cittadini e soprattutto nei confronti di chi non ha altre possibilità per provvedere in proprio presso cliniche alternative“.
“Ma nelle Colline dell’Albegna non è solo l’ospedale che deve essere monitorato, ma sono anche i servizi dell’entroterra che necessitano di risposte e potenziamenti che non arrivano e che anzi mostrano una tendenza ad essere ridotti – sottolineano Barzanti e Fedeli -. Delle 3 case della salute promesse dal 2013 su Orbetello, Manciano e Pitigliano non se ne sa nulla. Così mentre da una parte si tagliano i servizi ospedalieri, dall’altra si raccontano novelle per il potenziamento del territorio, come sta avvenendo per le case della salute. E se non bastasse, nel presidio ospedaliero di Pitigliano si è passati dai 28 posti del 2013 ai 24 del 2016, mentre a Orbetello erano 84 i posti nel 2013 passati a 70 nel 2016. Nulla da eccepire e tutto secondo i piani mirati a realizzare solo risparmi sulla pelle dei cittadini con un depotenziamento delle attività ospedaliere e nessun investimento su quelle territoriali, con alcune realtà comunali come Manciano e Pitigliano che rischiano di andare in grande sofferenza“.
“Una situazione preoccupante, denuncia la segreteria del Pci, sulla quale come partito intraprenderemo le nostre battaglie per cercare di evitare il peggio, soprattutto nei confronti di chi si deve curare – terminano Barzanti e Fedeli -. Proseguiremo facendo proposte concrete e auspicando che non solo qualche sindaco, come Bellumori, si muova, ma si muovano tutti gli amministratori interessati affinchè azienda e regione cambino i loro atteggiamenti“.

