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Siccità, Coldiretti: “Necessari investimenti ed infrastrutture per garantire la sicurezza idraulica”

di Redazione
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Per affrontare l’emergenza siccità si devono definire gli interventi da realizzare per garantire standard elevati nella sicurezza idraulica e per la difesa del suolo senza attendere emergenze, ma pianificando il tutto con una nuova cultura“.

Andrea Renna e Marco Bruni, presidente e direttore della Coldiretti di Grosseto, ne sono convinti ed aggiungono: “E’ necessario passare dalla gestione dell’emergenza, con enorme spreco di risorse, per abbracciare una nuova cultura, che è quella delle opere da programmare e fare. L’acqua è una risorsa troppo importante per le imprese agricole e per il loro sviluppo e richiede una tutela più accorta da parte di tutti i soggetti. Le imprese agricole devono maturare una nuova cultura del risparmio dell’acqua con nuove tecniche colturali e soprattutto inserendo le assicurazioni agevolate come efficaci strumenti che possono coprire il 100% dei danni“.

“Ma è ormai indispensabile uno snellimento delle procedure per evitare i tempi della burocrazia, che spesso fanno desistere gli imprenditori dal realizzare invasi che possono essere a beneficio non solo della singola impresa, ma dell’intera società – continuano Renna e Bruni -. Ieri tutto quanto ciò è emerso durante i lavori dell’iniziativa voluta da Coldiretti ed Anbi Toscana. Siamo convinti che è basilare la prevenzione per sconfiggere rischi e problematiche connesse alla siccità. Siamo altrettanto consapevoli però che occorra una nuova politica di investimenti e di infrastrutture per troppi anni purtroppo abbandonata. Stime e perdite per coltivazioni e allevamenti gridano vendetta proprio per far aprire questo nuovo corso. Nel corso dei lavori è stata presentata anche l’esperienza del Consorzio di Bonifica Toscana Sud che già adesso, oltre al ruolo di regimazione idrica, svolge un prezioso lavoro di supporto alle attività irrigue con molte e significative esperienze“.

Proseguire la ricerca per ottimizzare l’utilizzo della risorsa idrica in agricoltura migliorando l’efficienza della rete insieme all’aumento della capacità di trattenere le acque di pioggia attraverso il varo di un Piano nazionale degli invasi rappresenta una percorso da seguire e su questo attendiamo segnali di condivisione e soprattutto atti conseguenti” concludono Bruni e Renna.

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