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Coldiretti si mobilita contro la speculazione del grano: “Tuteliamo il Made in Italy”

di Redazione
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La manifestazione di Bari avvenuta ieri dimostra, ancora una volta, la necessità e l’importanza di quanto sia ormai indispensabile accelerare l’iter di entrata in vigore della legge sull’etichettatura obbligatoria del grano usato per fare la pasta“.

Così Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto, commenta la manifestazione che Coldiretti Puglia ha inteso porre in essere contro l’arrivo di 50mila tonnellate di grano che da Vancouver hanno impiegato oltre 40 giorni per raggiungere il porto di Bari.

“Per questo – spiega Rennaè scoppiata la #guerradelgranoorganizzata dalla Coldiretti contro importazioni continue e incontrollate di grano estero. 8 maremmani su 10 ritengono necessaria l’etichettatura per smascherare l’inganno del prodotto straniero spacciato per italiano in una situazione in cui un pacco di penne e spaghetti su tre contiene prodotto straniero senza che si sappia. Il ‘grano giramondo’ ha contribuito a far crollare del 48% i prezzi del grano anche in Maremma, che continua così ad essere colpito da una speculazione da milioni di euro. A tanto ammontano le perdite subite dagli agricoltori del ‘granaio d’Italia’ per il crollo dei prezzi rispetto allo scorso anno, senza alcun beneficio per i consumatori“.

Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy mentre – denuncia la Coldiretti – dal grano alla pasta i prezzi aumentano di circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%.

“In altre parole, un pacco di pasta su cinque – spiega Rennaprodotto in Italia è fatto con grano coltivato in Canada, dove viene fatto un uso intensivo del glifosate proprio nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato. Le importazioni di grano dal Canada rischiano di essere favorite dall’approvazione dell’accordo Ceta (Comprehensive Economic and TradeAgreement) tra Unione Europea e Canada, primo esportatore di grano duro in Italia. Un accordo che dovrà essere ratificato dal Parlamento nazionale e contro il quale la Coldiretti è pronta a scatenare una mobilitazione senza precedenti per scongiurare l’azzeramento strutturale dei dazi indipendentemente dagli andamenti di mercato. In Canada sono usate 99 sostanze attive vietate nell’Unione Europea e gran parte di queste sono molecole risalenti agli anni ’70, vietate nell’Unione Europea da circa 20 anni“.

L’Italia è il principale produttore europeo di grano duro, destinato alla pasta, che assume un’importanza rilevante data l’elevata superficie coltivata, pari a circa 1,3 milioni di ettari per oltre 4,8 milioni di tonnellate di produzione.

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