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Brigitte Bardot a Porto Santo Stefano: il trimarano che lotta per l’ambiente approda al porto

di Redazione
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Si, giovedì scorso è arrivata Brigitte Bardot a Porto Santo Stefano e riparte questo sabato, ma non è la famosa attrice, bensì il mitico trimarano intercettore veloce che porta il suo nome della Sea Shepherd, l’organizzazione internazionale senza fini di lucro fondata dal Capitano Paul Watson, famoso e rispettato leader nelle questioni ambientaliste, la cui missione è quella di fermare la distruzione dell’habitat naturale e il massacro delle specie selvatiche negli oceani del mondo intero, al fine di conservare e proteggere l’ecosistema e le differenti specie.

Tanti i visitatori che hanno avuto l’opportunità di salire a bordo, incontrare l’equipaggio internazionale e ricevere le informazioni sula futuristica imbarcazione e sull’organizzazione ambientalista. Ha reso omaggio alla nave e al suo capitano Daniele Busetto, il comandante scrittore di Artemare, che sta realizzando un lavoro per una importante testata per i 40 anni della Sea Shepherd, che ricorrono quest’anno.

La motonave Brigitte Bardot, trimarano monoscafo stabilizzato lungo 35 metri e largo 14 metri, è la nave che nel 1998 ha stabilito il primato mondiale nel giro del mondo e può raggiungere velocità molto elevate. È entrata a far parte della flotta di Sea Shepherd nel 2010 con il nome di “Gojira” e livrea di colore nero e da quel momento non ha mai smesso di collezionare successi nelle moltissime campagne che l’hanno vista protagonista. Poco dopo è stata ribattezzata “Brigitte Bardot” e ridipinta in onore dell’omonima attrice e attivista che sostiene l’organizzazione dalla sua nascita nel 1977.

Il trimarano ha partecipato a tre campagne antartiche (operazione “No Compromise”, con 863 balene salvate, “Operazione Divine Wind”, con 768 balene salvate, e “Operazione Zero Tolerance”, con 932 balene salvate), nel 2010 e nel 2011 ha pattugliato le acque delle Isole Faroe per proteggere i globicefali dal massacro conosciuto come Grind, nel 2012 è stata impegnata nel Pacifico del Sud, dove si è opposta alla mafia dello shark-finning la pratica illegale di tagliare le pinne degli squali vivi con “Operazione Requiem”, nelle acque del Guatemala nel 2013, su invito dello stesso Governo per aiutarlo a combattere i bracconieri che minacciano le popolazioni di istioforidi a scopi commerciali, e in molte altre zone del mondo a rischio bracconaggio, come Capo Verde, al largo delle coste del Senegal.

Dal 2014 naviga e svolge le sue attività anche nel Mediterraneo, da ricordare l'”Operazione Siracus” per la protezione dell’area marina protetta del Plemmirio, in collaborazione con le autorità locali, e l'”Operazione Cap Roux”, che si è svolta in acque francesi a protezione dell’omonima riserva marina.

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