Home GrossetoAgricoltura GrossetoAttacchi alle greggi, Coldiretti: “300 pastori hanno chiuso l’attività, le istituzioni intervengano”

Attacchi alle greggi, Coldiretti: “300 pastori hanno chiuso l’attività, le istituzioni intervengano”

di Redazione
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Se le cose non cambiano per i nostri allevatori viene meno il diritto di fare impresa“.

Così Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto, che continua: “Si deve intervenire per rivedere la legge sul de minimis, assicurare delle somme per il mancato reddito e analizzare per bene i risultati sulle catture. Razzie quasi quotidiane, greggi dimezzate e danni alle stelle: lupi e canidi continuano ad arrecare danni alle campagne maremmane. Coldiretti Grosseto, di concerto con Coldiretti Toscana, continua la mobilitazione, avviata con la manifestazione del 2 agosto dello scorso anno in piazza Duomo a Firenze“.

Vari incontri ci sono stati con la consulta zootecnica di Coldiretti e con allevatori esasperati per l’impossibilità di portare avanti un duro lavoro troppo spesso vanificato dalle incursioni notturne e diurne di lupi ed ibridi lupo/cane.

In Maremma, negli ultimi anni, 300 pastori hanno chiuso l’attività. Prevalentemente vengono uccise le pecore, ma anche animali più grossi, come esemplari bovini allevati all’aperto, soprattutto giovani vitelli.

Gli allevatori denunciano, oltre all’ingente perdita di capi, anche danni indotti, come la diminuzione di latte prodotto dal bestiame impaurito in seguito agli attacchi, con la conseguente difficoltà a mantenere gli sbocchi commerciali e la presenza sul mercato.

Certamente – aggiunge Marco Bruni, presidente di Coldiretti Grosseto –, le azioni sin qui intraprese non sono ancora sufficienti e molto lavoro ancora è da fare per garantire, ad un settore delicato ed importante come la zootecnia toscana, di poter avere un futuro non solo fatto di risarcimenti, ma anche di azioni preventive concrete. La politica degli indennizzi costituisce solo un palliativo ed è quanto mai insufficiente e mai tempestiva“.

“Abbiamo inviato alla Regione Toscana un documento con alcune precise richieste, che integra quello già presentato con la manifestazione dello scorso agosto a Firenze – continua Renna, nel quale chiediamo l’approvazione e l’immediato avvio del piano di conservazione e gestione del lupo in seno alla Conferenza Stato Regioni; inoltre, chiediamo di procedere all’immediata realizzazione di piani di contenimento e controllo di cani vaganti e ibridi attraverso la collaborazione con i diversi corpi di polizia. Inoltre, chiediamo alla Regione di rendere disponibili risorse finanziarie complementari per sostenere interventi di prevenzione in grado di limitare eventuali azioni di predazione su bestiame domestico e ridurre la conflittualità tra presenza dei lupi e le attività legate alla pastorizia.

Per i risarcimenti, è necessario superare il regime di de minimis, che impone un limite massimo di erogazioni per ciascuna azienda di 15.000 euro in tre anni. Infine, occorre promuovere misure di sostegno agli investimenti delle imprese zootecniche che sono costrette a modificare l’organizzazione del proprio ciclo produttivo per limitare il rischio di attacchi al bestiame; la misura dovrà essere accompagnata da un sostegno al reddito per compensare la perdita di produzione nel periodo necessario ad attivare i nuovi investimenti strutturali“.

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