In programmazione a Grosseto – The Space Cinema
Jim Preston (Chris Pratt, visto in Zero Dark Thirty e in Her) è un passeggero della nave spaziale Avalon. Il piano per lui e per gli altri 4999 passeggeri, più 258 membri dell’equipaggio, è quello di rimanere ibernati per 120 anni durante il viaggio verso Homestead II, un nuovo pianeta destinato alla colonizzazione umana.
Il problema è che Jim si sveglia dopo appena 30 anni, solo e per nulla certo di cosa sia andato storto. I computer di bordo della nave non sono d’aiuto ed inviare un messaggio alla Terra richiederebbe anni, senza contare i tempi di risposta, altrettanto lunga. Quello che segue è la vicenda di Jim, che dovrà attraversare i vari stati dell’isolamento: frustrazione e disperazione seguite da incursioni nelle stanze più lussuose della nave e con i gadget tecnologici a disposizione.
Ma l’uomo non è fatto per stare da solo e per questo Jim si sentirà crollare il mondo addosso. Dopo più di un anno da solo, infatti, Jim è così depresso da meditare il suicidio. Almeno finché non incontrerà Aurora (Jennifer Lawrence, vista nei film di The Hunger Games e premio BAFTA per American Hustle), che lo seguirà nella prigione dorata della Avalon e con il tempo i due si innamoreranno.
La loro relazione, tuttavia, avrà un difetto iniziale, che complicherà i rapporti tra i due. Intanto la nave sta collassando e Jim ed Aurora dovranno collaborare per cercare di sfuggire alla morte certa.
Passengers è un film di fantascienza che affronta diversi temi, tutti interessanti: innanzitutto la sfida di un viaggio interstellare di 120 anni con l’ibernazione di passeggeri ed equipaggio, poi il problema della solitudine di chi si sveglia in anticipo, infine la complessità del rapporto tra Jim ed Aurora.
La pellicola, diretta da Morten Tyldum (conosciuto soprattutto per The Imitation Game) regala scenari sontuosi ed un impatto visuale davvero magnifico. Questa è però forse l’unica nota positiva dell’intera operazione. Infatti il ritmo spesso ha dei cali vistosissimi ed è un peccato, perché in alcuni momenti il regista riesce a rendere benissimo la tensione. Inoltre gli attori sono tutt’altro che ispirati ed i loro personaggi risultano poco incisivi. Per finire, ci sono evidenti buchi di trama e scene del tutto improbabili a minare il raggiungimento di un obiettivo così ambizioso.
La sequenza degli eventi è così prevedibile da cadere nello scontato e manca completamente la parte dell’approfondimento introspettivo, che avrebbe sicuramente costituito la parte più interessante, anche perché il messaggio morale di Passengers è volutamente ambiguo e questo avrebbe ancor più aggiunto pepe alla ricetta.
Passengers poteva essere ricordato come un buon film di fantascienza con diversi interrogativi etici. Verrà invece prontamente dimenticato, sepolto da una quantità di effetti speciali.

