Quello di sabato 22 ottobre alle 17:30 alla biblioteca di storia dell’arte di Montemerano è il primo dei due incontri programmati per celebrare il 50° anniversario della alluvione di Firenze (4 novembre 1966). Fu un evento di dimensioni regionali, ma che suscitò echi internazionali con una mobilitazione del mondo intero e aiuti che venivano anche dai paesi più poveri. Per la città di Firenze fu un trauma che apparve più drammatico di quello che poi si rivelò, grazie alla collaborazione di tutti. Sono passati alla storia “gli angeli del fango” i giovani che vennero a Firenze a recuperare opere d’arte, documenti e libri delle biblioteche pubbliche, anzitutto la Nazionale.
Fu una prova dura anche per la struttura produttiva fiorentina formata da piccole imprese (l’artigianato fiorentino) che vide anch’essa una straordinaria mobilitazione. Infine, di grande interesse, l’aspetto politico, perchè la giunta presieduta da Piero Bargellini stava per aprire formalmente la crisi, ma, come diceva il sindaco, “fu salvata dalle acque”. Bargellini fu abile perchè l’emergenza fece sì che tutte le attività della Giunta fossero approvate dal Consiglio Comunale; si creòi così un’inedita collaborazione di tutti come forse si era avuta soltanto nel periodo della liberazione.
A Montemerano ne parleranno Antonina Bocci Bargellini, figlia del “Sindaco dell’alluvione” e Giuseppe Matulli che iniziò in quella occasione la sua attività politica che, tra l’altro, lo porterà ad essere per diversi anni Vice Sindaco del capoluogo toscano.

