“Agricoltura davvero senza pace. Non abbiamo ancora trovato un punto di incontro sulla ‘questione grano’, che l’ombra di un’altra tragedia si affaccia sul mondo agricolo: quella della qualità dell’olio di oliva nella raccolta 2016. Vale ricordare che il settore stava rialzando la testa dopo l’annus horribilis del 2014, la peggiore raccolta dal dopoguerra, che la minaccia della mosca olearia è tornata a farsi sentire. Se così fosse, non solo sarebbe l’ennesimo macigno su un settore di eccellenza e su uno dei più apprezzati del nostro Made in Italy, ma le conseguenze economiche sarebbero davvero inimmaginabili. visto il fatturato e l’indotto che genera. A tutto questo non guasta aggiungere che, come accadde due anni fa, i soliti disonesti non mancherebbero di trarne profitto con frodi e contraffazioni“.
Sono le parole preoccupate del vicepresidente regionale e presidente grossetano Cia – Confederazione Italiana Agricoltori – Enrico Rabazzi, che commenta le luci e ombre che emergono dal bollettino di Arsia relativamente al settore in questione.
“Con settembre si entra nella fase strategica della difesa dalla mosca olearia e ad oggi le informazioni di cui disponiamo ci dicono che il rischio permane diffuso su tutto il territorio regionale – spiega Rabazzi –. In Toscana, e Grosseto non fa eccezione, la situazione rimane molto complessa anche perché la mappatura del territorio dimostra che il rischio si presenta a macchia di leopardo e malgrado gli interventi messi in atto, le bizzarre condizioni climatiche fanno temere un colpo di coda dell’infestazione della mosca. Una realtà confermata dalla segnalazione di oliveti già pesantemente intaccati. Difficile dunque fare una corretta previsione per il 2016, certo è che il 2015, anno di ottima qualità e quantità, sarà ricordato a lungo e che quest’anno dobbiamo attenderci risultati più modesti“.
“Quello che gli imprenditori possono fare è continuare a monitorare e nel caso curare, laddove il pericolo sussista. In tutta la regione, e anche a Grosseto, quasi tutte le aziende agricole sono produttrici di olio di oliva e il fatturato che il settore garantisce annualmente è davvero da primato. Per questo motivo – conclude il presidente della Cia – l’attenzione deve essere sempre al massimo sia da parte degli imprenditori, ma anche da parte delle istituzioni che sappiamo bene nulla possono fare contro i cambiamenti climatici, ma molto possono aiutare mettendo a regime una politica che non appesantisca ulteriormente il settore agricolo, ma al contrario, vada verso una maggiore semplificazione“.

