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Prezzo del latte, l’allarme di Coldiretti: “Molte stalle chiuse per la differenza tra costo e consumo”

di Redazione
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Numerose le stalle da latte chiuse perché il latte agli allevatori viene pagato al di sotto dei costi di produzione, con una riduzione dei compensi fino al 30 per cento rispetto allo scorso anno e valori inferiori a quelli di venti anni fa.

E’ quanto emerge dall’analisi presentata dalla Coldiretti all’incontro “La sfida della competitività per il latte italiano”, organizzato a Roma dall’Associazione distribuzione moderna, al quale ha partecipato il vicepresidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Nel 2015, il valore finale distribuito all’agricoltura all’interno della filiera è sceso dal 17 al 14 per cento. La differenza tra i prezzi pagati dal consumatore italiano e il prezzo riconosciuto agli allevatori è infatti la più alta d’Europa secondo l’analisi della Coldiretti.

Molto è il latte che viene ‘spacciato’ come italiano per la mancanza di una etichettatura trasparente sull’origine – afferma Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto -. Questo è il risultato dell’assenza dell’indicazione chiara dell’origine del latte a lunga conservazione, ma anche di quello impiegato in yogurt, latticini e formaggi, che non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative, ma impedisce ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionali e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy”.

“In un momento difficile per l’economia – sottolinea Marco Bruni, presidente di Coldiretti Grosseto –, dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti, ma anche con l’indicazione delle loro caratteristiche specifiche, a partire dai sottoprodotti”.

Non è un caso che l’89% dei consumatori ritiene che la mancanza di etichettatura di origine possa essere ingannevole per i prodotti lattiero caseari, secondo la consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal Ministero delle politiche agricole (Mipaaf), che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf, dal novembre 2014 al marzo 2015.

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