Forza dei giocatori, ma anche no. Psicologia, ma anche no. Tattica, ma anche no. Tecnica, ma anche no. Potremmo andare avanti all’infinito e potremmo trovare tutto ed il contrario di tutto per far capire che aria si respiri oggi attorno al mondo del calcio grossetano, quello del Grifone, il vero attrattore della passione della gente.
Tutto ed il contrario di tutto per arrivare a due conclusioni: o si guarda il bicchiere mezzo pieno o lo si vede mezzo vuoto. Ma quella è indole personale. O si è ottimisti o si è pessimisti, lo si è nel calcio come nella vita. Insomma, alla fine, per quanto si provi a ragionare sul momento attuale del Grifone, è evidente che nessuno si metta d’accordo ed a seconda di chi parla può dire che tutto va bene o che tutto va male, che sbaglia la società e che sbaglia l’allenatore.
D’altra parte, il calcio in Italia rappresenta la democrazia vera e pura, quella che annulla le classi sociali e la formazione personale, in cui poco conta se sei operaio o imprenditore, laureato o se hai la licenza elementare o media, il calcio ti lascia parlare e la tua opinione vale proprio come quella degli altri. Accade a Grosseto, ma non fanno eccezione le altre realtà. Da operatore della comunicazione alla fine, questo, è anche divertente da vedersi e da analizzare.
In questi giorni, a Grosseto, ci sono opinioni varie, c’è chi vede la squadra biancorossa pronta a vincere il campionato e chi la dà già per spacciata. C’è chi vede in mister Giacomarro il nuovo messia del calcio maremmano e chi lo critica apertamente. C’è chi vede nella società una forza della natura pronta a rinverdire i fasti del passato e chi la guarda di traverso cercando ancora quali interessi la abbia spinta in Maremma.
La realtà però è data dai numeri, gli unici che nel calcio non possono essere discussi. Il Grosseto è secondo ad un punto dalla coppia di vertice, questo vuol dire che da inizio campionato ad oggi ha due squadre che hanno fatto meglio di lei. Lapalissiano a dirsi perché basta leggere la classifica. Il Grosseto ha un attacco che ha segnato 45 gol, uno dei migliori di tutto il calcio nazionale, con oltre due reti a partita. Un attacco che ti farebbe vincere qualsiasi campionato se la difesa non avesse subito 27 reti.
Sono numeri, è matematica, e non li puoi discutere. Tutto questo si traduce in un fatto: c’è da migliorare per poter vincere. Punto. Non occorre stare a discutere come. Quello lo deve sapere il mister ed i giocatori.
La società dovrà gestire al meglio la situazione e la piazza continuare a tifare come ha fatto fino ad oggi. Se tutti i tasselli del puzzle andranno al loro posto ilo Grifone può vincere, altrimenti potremo discutere quanto vogliamo, dire la nostra, ma il risultato non cambierà. Anche questi sono fatti, perché nel calcio non ci sono altre verità, se non una: chi vince ha sempre ragione, chi perde ha sempre torto. E questo lo sapremo l’8 maggio. Non certo oggi.
In questo momento non resta che tifare e sostenere i biancorossi, a spada tratta fino a raggiungere (speriamo) la meta.

