Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza di Grosseto ha eseguito un secondo decreto di sequestro preventivo, emesso dal Gip del Tribunale del capoluogo maremmano su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un noto commercialista 56enne di Follonica, originario di Portoferraio.
L’emissione della misura cautelare reale ha completato le indagini svolte dal nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Grosseto, coordinate dalla Procura, in relazione al reato tributario di dichiarazione infedele.
Il sequestro
In particolare, il commercialista, in qualità di amministratore di fatto, ideatore e reale beneficiario di una complessa operazione economica, ha indicato nella dichiarazione elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo, evadendo così l’Irpef per 782.687,84 euro, con riferimento alla propria attività professionale, per il 2010.
In virtù del decreto di sequestro, sono stati sottoposti a vincolo cautelare somme di denaro giacenti sui conti correnti intestati al commercialista, oltre a cinque immobili situati a Scarlino e a Follonica, risultati nella titolarità ovvero nella disponibilità dell’uomo, sino al raggiungimento dell’importo stabilito dal Gip.
Il sequestro, che ha portato al sequestro degli immobili del commercialista, è finalizzato, in sostanza, al recupero dell’Irpef evasa nel 2010, che, a seguito di verifiche fiscali espletate dal nucleo di Polizia tributaria di Grosseto, è risultata ammontare a 782.687,84 euro.
Il sequestro per equivalente, finalizzato alla successiva confisca obbligatoria, consente di aggredire i beni di cui il contribuente abbia la disponibilità, diretta o mediata, per un valore corrispondente all’imposta evasa nei casi in cui non si possa procedere alla confisca dei beni che costituiscono il diretto profitto del reato tributario.

