Lunedì 7 dicembre, alle 17.30, alla biblioteca comunale di storia dell’arte di Montemerano, si terrà l’incontro “Metafisica ferrarese e metafisica italiana”.
In occasione della grande mostra “De Chirico a Ferrara. Metafisica e avanguardie”, promossa dalla Fondazione Ferrara Arte e aperta a Palazzo dei Diamanti fino al 28 febbraio prossimo, Maria Vittoria Marini Clarelli e Marilena Pasquali metteranno in luce le peculiarità della fondamentale stagione creativa vissuta a Ferrara da Giorgio De Chirico tra il 1915 e il 1918, nella condivisione d’intenti con il fratello Alberto Savinio, Carlo Carrà e Filippo de Pisis.
Come scrivono nell’introduzione al catalogo i due curatori della rassegna, Paolo Baldacci e Gerd Roos, se quando arrivò a Ferrara nel giugno di cento anni fa «De Chirico aveva già alle spalle un centinaio di opere tra le più innovative e importanti del secolo, realizzate a Milano, a Firenze e a Parigi», con l’interruzione tragica della guerra «fu quindi a Ferrara che tutto dovette ricominciare: qui De Chirico dipinse una cinquantina di quadri e Savinio iniziò seriamente la sua carriera di scrittore e saggista […]. Fu dai contatti intessuti nella città estense con altri artisti e scrittori che prese forma l’idea di un movimento artistico che sul finire della guerra assunse i variegati e contraddittori aspetti della cosiddetta “Scuola metafisica e di “Valori plastici”».
Il periodo ferrarese è dunque fondamentale, soprattutto se si punta l’attenzione sugli «strani mesi» – quattro scarsi, per l’esattezza, dalla seconda metà di aprile a metà agosto del 1917 – in cui De Chirico e Carrà lavorano spalla a spalla nell’ospedale militare di Villa del Seminario, creando una serie di capolavori irrinunciabili, pietre miliari dell’arte occidentale del XX secolo. Ma la magia metafisica, come una pianta rigogliosa, produce anche altri frutti di pari rilevanza artistica e poetica, a iniziare dalle tele dipinte nel 1918 – da solo, a Bologna – dal terzo, grande protagonista della pittura metafisica, Giorgio Morandi, per continuare con le opere realizzate intorno al 1920 e nel decennio successivo dal primo de Pisis, da Ardengo Soffici, Mario Sironi, Felice Casorati, Arturo Nathan. E questo solo per restare in Italia, mentre all’estero la lezione metafisica influenza in modo determinante le scelte estetiche dei maestri surrealisti – da Max Ernst a René Magritte a Salvador Dalì – per toccare anche il mondo del purismo francese della nuova oggettività tedesca.
Al termine della conversazione si terrà il brindisi di Natale, offerto dalla trattoria Il Nibbio di Montemerano, mentre i vini sono offerti dall’azienda agricola Roccapesta di Scansano.

