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Dalle Ande cilene in Toscana per visitare gli impianti della geotermia

di Redazione
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Dalle Ande al cuore caldo della Toscana, un gemellaggio nel segno dell’energia geotermica: è il viaggio che hanno compiuto alcune comunità cilene di Cerro Pabellon, nella regione di Antofagasta in pieno altopiano andino in Cile, per visitare la geotermia toscana Enel Green Power.

A Cerro Pabellon, infatti, Enel Green Power e Empresa Nacional del Petróleo (Enap), la società statale cilena attiva nel settore degli idrocarburi, stanno costruendo il primo impianto geotermico del Sud America.

La visita dei rappresentanti delle comunità locali aveva lo scopo di illustrare le opportunità di collaborazione con il territorio, dagli aspetti energetici a quelli economici e occupazionali, con la possibilità di sviluppare un indotto geotermico locale diretto e indiretto fino ai cosiddetti “altri usi” della geotermia, a partire dall’utilizzo termico per alimentare una filiera industriale, artigianale e agricola, come avviene nei territori geotermici della Toscana.

Le comunità di Toconce, Conciti Viego, Calama, San Pedro, Ollague, Taira, Cupo, divise in due gruppi, sono state accolte dal responsabile geotermia Enel Green Power Massimo Montemaggi e dai suoi collaboratori, nonché dai sindaci dei Comuni geotermici di Larderello, Loris Martignoni, di Castelnuovo Val di Cecina, Alberto Ferrini, e di Monterotondo Marittimo, Giacomo Termine.

Gli ospiti cileni hanno potuto visitare sia le centrali geotermiche Enel Green Power di Larderello, Sasso Pisano, Monterotondo Marittimo, Montieri, Radicondoli e Chiusdino, sia il vasto indotto locale, dalle attività specialistiche legate alle officine di Larderello e alle ditte elettromeccaniche locali fino alle aziende della Comunità del cibo a energie rinnovabili con tappe al birrificio geotermico, al caseificio e alle serre.

Particolarmente apprezzate anche le visite alle strutture dei teleriscaldamenti locali, con la presenza dei sindaci di Montieri, Nicola Verruzzi, di Radicondoli, Emiliano Bravi, e di Chiusdino, Luciana Bartaletti, e alle manifestazioni naturali.

Le delegazioni sono rimaste positivamente colpite dal modo in cui la forza della natura e l’ingegno dell’uomo possono produrre energia da fonte rinnovabile e dalle opportunità legate all’attività geotermica.

L’impianto di Cerro Pabellon in Cile, detenuto da Geotérmica del Norte SA, società controllata al 51% da Enel Green Power Chile Ltda e partecipata al 49% da Enap, sarà composto da due unità da 24 MW per una capacità installata totale lorda di 48 MW.

Cerro Pabellón, una volta in esercizio, sarà in grado di generare circa 340 GWh all’anno, equivalenti al fabbisogno di consumo annuale di quasi 165 mila famiglie cilene, evitando così l’emissione in atmosfera di più di 166 mila tonnellate di CO2 all’anno.

4 commenti

attilio regolo 30 Ottobre 2015 | 07:34 - 07:34

Da tutto il mondo ormai si mostra grande interesse per la geotermia toscana e in particolare quella sviluppata nelle zone montano- collinari della nostra Provincia di Grosseto. Solo le nostre istituzioni locali a cominciare dal Sindaco e dalla Prere

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attilio regolo 30 Ottobre 2015 | 07:38 - 07:38

Dicevo che solo le Istituzioni del nostro Capoluogo di Provincia appaiono totalmente assenti e disinteressati ad una problematica energetico-in frastrutturale considerata potenzialmente strategica per il nostro arretrato territorio sia a livello nazionale che internazionale.

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attilio regolo 30 Ottobre 2015 | 08:37 - 08:37

E che dire poi dell”ultima iniziativa dell’associazione telematica NOGESI ( NO alla GEotermia Speculativa e Invasiva) cui partecipano anche Comitati della zona Amiatina che dopo la gia’ frenante e inconcludente moratoria semestrale della Regione Toscana propone al Governo Renzo per l’area dell’Amiata una futuribile eastratta geotermia di terza generazione che per ora esiste solo negli elaborati di studio-pensiero di alcuni centri universitari al posto delle ricerche geotermiche gia’ concessionarie da Stato-Regione bloccandole di fatto a tempo indeterminato, ricerche propedeutiche per alla realizzazione di innovativi impianti pilota ulteriormente migliorativi di tecnologie moderne gia’ mature e operative ( v. Bagnore 4 sull’Amiata) di competenza e know how tutte italiane?

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attilio regolo 30 Ottobre 2015 | 09:07 - 09:07

Ancora una riflessione sul problema e mi scuso con Grosseto Notizie, che ringrazio sentitamente per lo spazio riservatomi, per il mio eccesso di presenza. Mentre la rete di comitati ambientalisti sta facendo il diavolo a quattro per impedire ricerche geotermiche e impianti pilota sulle pendici dellAmiata e d’intorni il nostro Premier Renzi proprio in questo giorni e’ andato a sponsorizzare l’iniziativa italiana delle centrali geotermoelettriche pilota sulle Ande in Cile e piu’ precisamente a cerro Pabellon come riportato dalla notizia che stiamo commentando. Ebbene, se i suddetti comitati “Nogesi” riusciranno a bloccare la realizzazione di suddetti impianti strategici a Montenero e Monte Labbro e sul Monte Amiata in genere, come previsto dai progetti gia’ avviati, vorra’ dire che andremo a rimirare i frutti dell’ingegno italico invece che sulle nostre colline grossetane direttamente sulle montagne cilene e parafrasando un racconto del celeberrimo libro “Cuore” della nostra lontana infanzia ritorneremo a migrare dagli “Appennini alle Ande”.

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