Sei Toscana ha illustrato questa mattina alla stampa locale i primi due anni di attività a Grosseto: un excursus dall’approvazione del bilancio agli obiettivi per il futuro.
Un bilancio d’esercizio, relativo al 2014, che chiude in positivo con un utile di poco superiore all’uno per cento del valore della produzione (1.800.000 euro), che offre lo spunto al management dell’azienda per parlare di progetti ed obiettivi futuri. Il valore totale della produzione supera i 146 milioni di euro, con il dato del capitale investito netto che sfiora i 38 milioni di euro.
« Sei Toscana festeggia in questi giorni due anni di inizio dell’attività – spiega Simone Viti, presidente di Sei Toscana -. Abbiamo chiuso il primo bilancio aziendale che ha dato dei risultati significativi e sappiamo di svolgere un servizio complesso, che si presta ad alcune critiche come tutte le attività. Pensando poi alla frammentazione che c’era prima nel servizio- prosegue Viti -, pensiamo di aver fatto dei passi in avanti».
«Un primo bilancio è un dato di riferimento importante per sviluppare considerazioni importanti – ha dichiarato l’amministratore delegato della società, Eros Organni (nella foto) – . Siamo riusciti a tenere in ordine i conti, con un risultato netto che si attesta a poco più dell’1%, frutto di una riduzione e ottimizzazione dei costi di gestione. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, 160.000 tonnellate di materie recuperate su un totale di 485.000 tonnellate ha permesso di ottenere ricavi per 6.660.000 euro dalla vendita di materiali da raccolta differenziata, utilizzati a contenimento delle tariffe.
Altro elemento che merita di essere ricordato è l’aver messo insieme queste realtà di 9 aziende preesistenti dando vita ad un soggetto di dimensioni adeguate che ha riacceso l’interesse del sistema del credito. La situazione che avevamo trovato era di grave disagio nella gestione del servizio. Abbiamo investito quasi 14 milioni di euro, di cui circa 6 milioni e ottocento mila euro in nuovi mezzi da utilizzare sul territorio; circa 3 milioni e mezzo di euro per 11. 000 cassonetti e altri tre milioni e mezzo di euro di investimenti per nuove strutture dislocate sul territorio.
E’ stato adottato inoltre un approccio nuovo nella gestione: è stata costruita un’azienda più snella e meno costosa rispetto ad altre del settore: a fronte di 706 operai, i dirigenti ed i quadri rappresentano lo 0,4% (sono 14 in totale), un numero inferiore alla media.
Significativi i risparmi di costo derivanti dalla centralizzazione della funzione acquisti. Nel 2014 è stata avviata una prima razionalizzazione della logistica del servizio, con la chiusura di numerosi cantieri, ed una semplificazione delle procedure amministrative che ha portato, in un solo anno, ad un risparmio complessivo di costi per oltre 4.000.000 di euro. Nella gestione dei mezzi, delle attrezzature e delle manutenzioni, si è passati nel corso del 2014 da circa 250 fornitori agli attuali 90.
Sono stati effettuati inoltre investimenti sulla progettualità e sulle nuove tecnologie a tutela dell’ambiente, con contenimento delle emissioni, progetti di recupero dei rifiuti e alimentazione di mezzi utilizzando il bio metano.
Un progetto a tutela dell’ambiente è Life Cicle Tuscany, promosso in partnership con ATO Toscana Sud, Regione Toscana, Consorzio Ri-Legno, Centro sperimentale del mobile, Reblok, Ambiente Italia si rivolge a tutto il territorio della Toscana del Sud e costituisce un’esperienza pilota di economia circolare, attraverso l’incentivo al riutilizzo e al riciclo di materia.
Un altro progetto è a sostegno degli enti pubblici locali per i servizi legati alla fiscalità locale e alla riscossione dei tributi, promosso da Sei Toscana, che ha individuato come partner Engineering Tributi, leader nazionale del settore, con l’obiettivo di integrare l’offerta dei propri servizi a vantaggio delle amministrazioni locali e del territorio.
Siamo consapevoli di essere all’inizio di un percorso – ha concluso Organni- . La riorganizzazione è appena iniziata e questi sono solo alcuni dei benefici che si possono vedere. La nostra sfida è di passare ad un soggetto che parta dalla raccolta e finisca con il riciclo vero di materia, un motore vero di una reale economia circolare».

