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Olio di oliva tunisino, Confagricoltura: “Penalizzato anche il mercato maremmano “

di Redazione
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“Il mercato italiano sarà invaso dall’olio di oliva tunisino”. E’ questo il grido d’allarme lanciato da Confagricoltura Grosseto, con il suo presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna. A preoccupare l’organizzazione agricola sarebbe l’incremento, quasi doppio, della quantità di prodotto che l’Europa avrebbe autorizzato.

“Non si parlerebbe più delle 56mila tonnellate – spiega Vivarelli – che transiterebbero fino al 2017 secondo quanto prevede il regolamento europeo 1918/2006, ma di quasi 92mila e per giunta senza dazio. E’ increscioso e grave – rincara il presidente – quanto si sta verificando perché va a ledere e minare la capacità produttiva dei nostri olivicoltori. Quello che mi fa più indignare di tutta questa vicenda – prosegue – è l’atteggiamento mostrato dal Commissario Federica Mogherini che ha dato il consenso alla Commissione europea. Trincerandosi dietro l’alibi del sostegno verso un Paese in difficoltà, come se il nostro non lo fosse, l’europarlamentare ha scientemente autorizzato questo nuovo scempio per l’olivicoltura nazionale, dimenticandosi che il settore dell’olio di oliva tunisino vale il 40% dell’export. Sarà il caso che i nostri politici facciano qualcosa per impedire questo ulteriore attacco a una delle nostre produzioni d’eccellenza. Mi si deve spiegare – aggiunge – perché si creano riconoscimenti a tutela del prodotto quando poi si brutalizza in questo maniera e in secondo luogo, mi chiedo e chiedo alla politica quale sia il senso di indignarsi quando nella Grande Distribuzione si reperiscono oli europei a 1,99 euro al litro”.

Vivarelli conclude lanciando un appello alla politica affinché blocchi questo scempio che penalizzerebbe pesantemente anche il mercato olivicolo maremmano e toscano. “Da parte nostra faremo il possibile perché ciò non si concretizzi e non diventi una allucinante realtà a tal punto da condizionare ancora più pesantemente un comparto già minato da varie problematiche e da politiche non sempre lungimiranti”.

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