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Alla scoperta di san Guglielmo: ecco il primo pellegrinaggio dei giovani della diocesi

di Roberto Lottini
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Un cammino a piedi, fatto insieme, per andare verso uno dei luoghi-simbolo dell’esperienza di fede e di santità custodita dalla Chiesa di Grosseto e riscoprire sempre di più la figura di san Guglielmo, l’eremita, l’uomo della radicalità evangelica, della testimonianza limpida e capace di parlare, a distanza di secoli, anche all’uomo di oggi.

E’ il pellegrinaggio a piedi da Castiglione della Pescaia all’eremo di Malavalle, che il vescovo Rodolfo propone ai giovani della diocesi (a partire dalla prima superiore) per domenica 8 febbraio (la domenica più vicina al 10 febbraio, memoria liturgica di San Guglielmo).

Questo il messaggio: “Camminare per crescere nella fede…camminare per vivere!”.

“Il cammino – spiega il vescovo Rodolfoè sempre un’esperienza interessante e lo può essere ancor di più per i giovani 2.0, abituati a viaggiare attraverso la rete, che li tiene continuamente collegati col mondo e con maggiori possibilità rispetto al passato di spostarsi anche per lunghe mete in poco tempo grazie ad esempio all’aereo. Il cammino a piedi è, quindi, un’esperienza interessante, ricca, che conserva un’intensità emotiva, fisica e spirituale che non ha perso il suo fascino. Per migliaia di anni la conoscenza del mondo è stata possibile solo spostandosi fisicamente (a piedi, a cavallo, su un carro, oppure su nave con viaggi molto faticosi), ma anche oggi che tutto si è velocizzato camminare resta una dimensione originaria, profonda dell’uomo: è la dimensione che vogliamo proporre ai nostri giovani”.

“Il pellegrinaggio rappresenta un’occasione di incontro molto importante per i giovani della nostra diocesi – continua il vescovo di Grosseto, alla scoperta di un santo che è vissuto e morto nel nostro territorio. L’iniziativa si pone l’obiettivo di far conoscere anche un angolo remoto della Maremma e il nostro auspicio è che questo pellegrinaggio possa diventare un appuntamento fisso anche nei prossimi anni”.

Si tratta di un itinerario semplice, che partirà dalla chiesa di San Giovanni Battista, nella parte alta di Castiglione della Pescaia, dove sono conservate alcune reliquie di san Guglielmo. In tutto, i partecipanti percorreranno sei chilometri, quasi completamente pianeggianti – spiega don Marco Gentile -. L’arrivo a Malavalle è previsto intorno alle 13 e, dopo il pranzo al sacco, sarà celebrata la messa. L’iniziativa terminerà intorno alle 17. Ringraziamo il Comune e la parrocchia di Castiglione per averci dato una mano nell’organizzazione dell’evento”.

Sarà un cammino animato da canti, letture delle Sacre Scritture e meditazioni – sottolinea don Stefano Papinie i giovani in pellegrinaggio potranno intervenire raccontando le loro esperienze di fede. Abbiamo informato dell’iniziativa tutte le parrocchie della diocesi e i gruppi giovanili. Al momento, sono previsti almeno 200 partecipanti”.

A chi si rivolge il pellegrinaggio

La proposta del pellegrinaggio è rivolta a tutti i giovani, non solo a quelli che abitualmente frequentano i gruppi parrocchiali e le aggregazioni ecclesiali. E’ un invito a sperimentare il cammino come simbolo dell’esistenza di ognuno: cammino di amicizia, cammino di relazione, cammino fatto di tappe, di momenti faticosi, di sane sudate, di gioia di arrivare e della necessità di ripartire, cammino di fede, di incontro.

Con San Guglielmo

Pensando ad un itinerario da proporre, è venuto naturale individuare l’eremo di Malavalle come punto di arrivo di questo cammino, che desidera avere una meta, un luogo a cui approdare e che sia capace di comunicare ai giovani un forte messaggio di vita e di Vangelo. A Malavalle sono, infatti conservati i ruderi dell’antico cenobio che fu “culla” dell’Ordine Guglielmita e prima ancora umile celletta in cui Guglielmo trascorse una vita da eremita, nella preghiera e nella penitenza e dove morì il 10 febbraio 1157. Un luogo simbolo dell’esperienza di santità che resta ancora oggi la più significativa espressione della fede della Maremma.

Il pellegrinaggio a piedi dei giovani sarà un modo per andare a recuperare e riconoscere i tratti di santità di Guglielmo, la sua radicalità evangelica, la sua forza interiore, il suo cammino.

Modalità

I giovani effettueranno a piedi un percorso di circa 6 km, partendo dal piazzale della chiesa di San Giovanni Battista (borgo medievale, accanto al castello) di Castiglione della Pescaia per arrivare all’eremo di Malavalle, secondo il seguente percorso: via Giatti, via della Fortezza, via Montebello, via San Benedetto Po, attraversamento del rondò ai piedi della strada panoramica, imbocco della strada di Santa Maria fino all’eremo. Il cammino sarà intervallato da alcune soste per offrire ai ragazzi spunti di riflessione e sarà scandito da canti, momenti di silenzio, momenti di scambio con gli amici, possibilità di dialogo e  della Confessione con i sacerdoti.

Programma e logistica

Ritrovo, a partire dalle 9, nel piazzale della chiesa di San Giovanni Battista, dove sarà allestito un punto di accoglienza. Il Comune di Castiglione della Pescaia riserverà il parcheggio appena fuori le mura (all’arco di ingresso nel borgo medievale) ai mezzi dei giovani pellegrini. Qualora l’area non fosse sufficiente, sarà possibile lasciare le auto nel piazzale-parcheggio del cimitero comunale, a cui si accede dalla strada panoramica, oppure occorrerà parcheggiare nelle strade adiacenti il borgo medievale.

Ai giovani, al momento dell’arrivo, saranno consegnati un libretto per vivere al meglio il pellegrinaggio, con alcune riflessioni del vescovo, preghiere e canti, e un gadget come segno e ricordo di questa esperienza.

Alle 10 inizierà il cammino a piedi con il vescovo. L’arrivo all’eremo è previsto per il pranzo, che sarà consumato al sacco.

A questo momento sono invitate a partecipare anche le famiglie, che potranno, così, trattenersi per la Messa, che sarà celebrata all’aperto, dinanzi all’antica chiesetta, intorno alle 15. Quindi, il rientro verso Castiglione della Pescaia: i giovani pellegrini percorreranno a piedi il tratto che dall’eremo arriva fino al vecchio mulino, da dove partirà un servizio navetta per riaccompagnare almeno gli autisti delle auto a riprendere i mezzi e così raggiungere di nuovo i pellegrini in attesa e fare rientro alle proprie case.

Nella foto, da sinistra: don Marius Balint, don Marco Gentile, il vescovo Rodolfo e don Stefano Papini

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