“Abolizione delle Province? L’ennesima bufala all’italiana” Cosi il presidente della Confederazione italiana agricoltori di Grosseto, Enrico Rabazzi, in merito al nuovo assetto istituzionale.
“La mortificante pratica di trattare i cittadini da burattini, nel nostro Paese non ha limiti: continuiamo infatti ad assistere solo a proclami senza vere riforme. L’ultimo inganno è la decisione di abolire le Province per ridurre i costi superflui della Pubblica Amministrazione – spiega Rabazzi –. Una falsità visto che tutto resta come prima, con l’aggravante che l’unica cosa che sarà veramente ridotta è la possibilità per i cittadini di eleggere i propri amministratori. Come rappresentante degli agricoltori, settore principe in Maremma, e come cittadino di questa Provincia, mi chiedo quale sarà il futuro per il nostro territorio”.
“Un territorio vasto ma complesso; ancora privo di strutture e infrastrutture fondamentali, dove i collegamenti sono spesso un miraggio e dove non sempre è possibile usare il cellulare o internet per mancanza di connessione – continua il presidente di Cia –. Una terra dove sorgono piccoli e piccolissimi Comuni, spesso abitati da anziani, che fanno della Maremma una cartolina nel mondo e che ora rischiano di diventare i più disagiati tra i Comuni disagiati. Dalla prossima settimana i nostri amministratori saranno designati direttamente dai partiti e, poichè non tutti i Consiglieri chiamati a votare avranno lo stesso peso che sarà in base al numero dei residenti, le aree attorno ai grandi insediamenti dovranno solo sperare nell’onestà intellettuale di chi li governerà”.
“Come saranno rappresentati e tutelati territori a bassa densità abitativa ma molto estesi? Chi ascolterà le voci dei giovani che sfidano la crisi per rimanere e lavorare in aree poco servite, dei ragazzi che hanno bisogno delle scuole o degli anziani che necessitano di risposte socio-sanitarie? La drammatica conseguenza sarà quella di una massiccia emigrazione verso le città e il depauperamento di questi territori che rimarranno incolti, senza tutele e controlli in balia alle intemperie del maltempo e del sole cocente – termina Rabazzi –. Una vera farsa per gli agricoltori, per i giovani e gli anziani. Un ennesima e triste vittoria di quella politica scellerata che in Italia sembra non trovare la parola fine”

