Domenica 3 agosto, alle 21.45, in piazza dei Pini, a Capalbio, sarà la volta di “Tutta colpa di Freud”, film di Paolo Genovese che racconta l’adolescenza dal punto di vista dei genitori.
“Uno psicologo, alle prese con le sue tre figlie problematiche – commenta lo staff di Capalbioart -cerca invano di utilizzare le sue competenze professionali per aiutarle. Lasciato solo dalla moglie, è anche lui allaricerca di una storia sentimentale, ma scoprirà quanto sia difficile utilizzare il proprio ‘sapere’ quando ci sono dimezzo gli affetti. Film leggero e divertente con un cast di attori adeguati ai personaggi che interpretano. Consigliato soprattutto a chi non ha simpatie per il buon vecchio Freud”.
La pellicola è stata scelta in quanto Lidia Tarantini, presidente dell’associazione Arteacapalbio e curatrice della rassegna, è anche un’analista molto interessata alle dinamiche messe in scena da Genovese.
“E’ un film che affronta i turbamenti dei genitori – spiega Lidia Tarantini – nel momento in cui i figli crescono, cambiando in modo radicale. Particolarmente qui si tratta di un padre che deve affrontare la maturazione sessuale delle figlie, alla quale, in quanto padre, non è assolutamente preparato, nonostante le sue competenze psicanalitiche”.
Una piccola rivincita di un’analista junghiana nei confronti dei colleghi “dell’altra parrocchia”, che ha scelto un film nel quale un convinto seguace di Freud risulta piuttosto inadeguato nell’impresa di risolvere i propri problemi personali.

