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Rischio idrogeologico: al via la petizione sul web promossa da Ance

di Redazione
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Non aspettiamo l’autunno per correre ai ripari. Partiamo subito, sbloccando le risorse disponibili per gli interventi di manutenzione e prevenzione del rischio”.

E’ questo l’appello che Ance, architetti, geologi e Legambiente lanciano in una petizione pubblica online a partire da oggi, all’interno del sito www.ancegrosseto.it (DISSESTO ITALIA – firma petizione) ovvero www.dissestoitalia.it, e che ha già riscosso l’interesse di nomi illustri del mondo delle istituzioni, della politica e dell’informazione e su cui Ance Grosseto ha organizzato a maggio un’importante iniziativa provinciale.

Il comunicato di Ance Grosseto

Non è più accettabile che ogni anno nel Paese si spenda circa 1 miliardo per riparare i danni provocati da frane, alluvioni e allagamenti e poco più di 100 milioni per prevenirli. Danni che negli ultimi 12 anni sono costati la vita a 300 persone, solo l’anno scorso a 24 – si legge in un comunicato firmato dal direttore di Ance Grosseto, Mauro Carri -. Per questo la rete di imprenditori, professionisti e ambientalisti, che a febbraio scorso è stata promotrice di ‘Dissesto Italia: l’inchiesta multimediale sul dissesto idrogeologico’, chiama all’appello il Governo, le istituzioni territoriali e l’attenzione dell’opinione pubblica con tre richieste forti per uscire dall’emergenza:

1) far partire entro l’estate un piano unico nazionale di manutenzione e prevenzione;

2) liberare tutte le risorse già stanziate che Stato ed i nostri enti locali non sono riusciti a spendere a causa dei vincoli delpPatto di stabilità e reperirne di nuove attraverso i fondi strutturali;

3) garantire un controllo sulla qualità dei progetti e degli interventi ispirati a un modello di sostenibilità ambientale ed economica, efficacia, trasparenza delle regole e delle procedure.

Tempi brevi, risorse adeguate e regole trasparenti: solo così potremo ridare tranquillità ai cittadini ed evitare la tragica conta di danni e vittime anche nella nostra Maremma”.

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