Gastone Novelli, «forse il più intensamente sognante tra i nostri pittori degli anni Sessanta», ha amato intensamente la Maremma e in particolare la campagna e l’acqua di Saturnia, tanto da costruirsi una casa vicino alla Cascata del Mulino per trascorrervi gli anni di più intenso lavoro, allietati dalle visite degli artisti e scrittori romani a lui più vicini, da Achille Perilli ai fratelli Pomodoro, da Alfredo Giuliani a Elio Pagliarani, da Giorgio Manganelli a Franco Purini.
La sua vita troppo breve (nasce infatti a Vienna nel 1925, per morire a Milano nel 1968, a soli 43 anni) pare concentrarsi nell’opera, incontro di pensiero e segno in cui l’emozione prende i colori della poesia. Come infatti ha scritto di recente Fabrizio D’Amico «Novelli è andato incontro festosamente alla sua immagine, senza mai prefigurarla in progetto, vedendosela crescere tra le mani, come per miracolo, gioiosa, ammiccante e sempre più ventilata di bianco e di vuoto».
Anche i disegni fatti a/e per Saturnia sono così, colmi d’aria e di luce, accennati a tratti leggeri, con pudore e delicatezza, come per accarezzare una materia tanto preziosa quanto fragile.
Domani, alle 17:30, ne parleranno alla biblioteca di Storia dell’Arte di Montemerano, Maria Vittoria Marini Clarelli, Soprintendente alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, e Marilena Pasquali, storica dell’arte. Interverrà il figlio dell’artista, Ivan Novelli.
L’incontro si tiene in collaborazione con l’Archivio Gastone Novelli di Roma.

