La Caritas diocesana di Grosseto gestirà la Casa dello studente fino al 2027.
Giunge così a buon fine l’iter avviato dalla Provincia per individuare un soggetto interessato ad investire sulla ristrutturazione dell’immobile, garantirne il pieno funzionamento nei prossimi anni e una funzione sociale a servizio della collettività.
Questa mattina, a Palazzo Aldobrandeschi, il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni, e il presidente della Provincia, Leonardo Marras, hanno firmato la convenzione che ufficializza il passaggio di consegne, alla presenza del sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, e del vicedirettore della Caritas Luca Grandi.
“Questa firma pone fine ad una spinosa situazione che si trascina da anni, durante i quali la Casa dello studente è rimasta chiusa – Leonardo Marras -. La Provincia ha analizzato nel tempo diverse soluzioni e ha messo in atto anche un’indagine per capire quale potesse essere il migliore utilizzo della struttura. Avevamo ipotizzato anche di trasferire in quel luogo la sede della Polizia Provinciale, ma dopo aver esaminato i costi di un simile intervento, abbiamo capito che avremmo dovuto utilizzare molte risorse, che era meglio impiegare nella manutenzione di strade e scuole”.
“Quindi – continua Marras –, abbiamo pensato ad un’eventuale finalità sociale per la Casa dello studente e abbiamo pubblicato un bando. Alla gara hanno partecipato diversi soggetti, ma solo la Diocesi di Grosseto ha i requisiti giusti per poter prendere in gestione la struttura. Il suo progetto, infatti, propone una perfetta integrazione fra l’offerta di servizi educativi e sociali”.
La Casa dello studente, una volta ristrutturata, riattiverà il servizio mensa non solo per gli studenti, ma anche per una più ampia utenza esterna. Sarà aperta tutto l’anno con diversi servizi per aiutare chi ha bisogno, operando come centro di accoglienza e come emporio. L’obiettivo è arrivare al pieno utilizzo della struttura per scopi sociali.
“La Caritas – spiega Luca Grandi – è l’espressione della Chiesa che si fa presente nel concreto con i servizi, ma anche proponendo stili di vita. Con la nostra presenza alla Cittadella dello studente non saremo un corpo estraneo rispetto al contesto scolastico: le nostre porte saranno sempre aperte ai giovani, saremo un centro di ascolto per i ragazzi e organizzeremo laboratori per garantire la dimensione educativa, forti dell’esperienza che la Caritas ha già maturato nelle scuole con i progetti sul volontariato“.
“La Diocesi vive con soddisfazione ed entusiasmo questo momento – dichiara il vescovo Rodolfo Cetoloni -. Poter disporre di spazi ampi e adeguati è essenziale per garantire un pieno sviluppo della Caritas, che nell’ottica della Chiesa non è solo l’organismo dispensatore di servizi, ma è prima di tutto un modo di essere dei cristiani, capaci di vivere la prossimità con chi soffre o è ai margini, creando le condizioni perché il Vangelo, che è la buona notizia della salvezza, diventi esperienza concreta per ognuno. La Caritas, frutto straordinario del Concilio Vaticano II, ha quindi lo sguardo rivolto alle vecchie e nuove povertà, ma allo stesso modo anche sulla comunità cristiana, perché continuamente impari a lasciarsi interpellare da quel che accade nella nostra realtà”.
“Ecco perché abbiamo bisogno di una struttura confacente non solo ai servizi di prossimità nei riguardi dei poveri, dei migranti, delle famiglie in stato di disagio, dei senza dimora, ma anche di spazi in cui possa esercitarsi compiutamente un’attività di continua formazione dei cristiani al servizio della carità operosa, che è, sì, moto del cuore, ma che oggi più che mai necessita anche di una preparazione sempre più adeguata e appropriata – continua il vescovo di Grosseto –. Siamo certi che la Casa dello studente possa assolvere compiutamente a tutti questi scopi“.
“Grazie a questo atto – sottolinea Emilio Bonifazi – si pongono le condizioni per far rivivere la Casa dello studente. Adesso, esiste la possibilità che la Caritas possa organizzare i suoi preziosi servizi in un’unica struttura e possa accogliere in un solo edificio tutti i punti di accoglienza sparsi in città. Si tratta di un evento importante per Grosseto, che avrà una struttura qualificata per dare aiuto ai meno abbienti in un periodo di crisi in cui l’emergenza sociale sta aumentando. Penso, per esempio, ha chi ha perso il lavoro ed è andato incontro a problemi economici e non è più in grado di pagare l’affitto di una casa. La Caritas e la Diocesi saranno parte attiva di questo progetto, mentre il Comune e la Provincia avranno un ruolo di supporto”.

