Massa Marittima (Grosseto). Si è conclusa con un successo che va oltre il valore coreografico la trasferta internazionale della Società dei Terzieri massetani in Belgio.
La delegazione, composta da 23 elementi, ha visto la partecipazione di ben 15 giovanissimi tra i 12 e i 17 anni, segnando un punto di svolta fondamentale nel percorso di ricambio generazionale della Società.
“A sottolineare il rilievo istituzionale dell’evento, il gruppo è stato ricevuto ufficialmente dal sindaco di Dinant, che ha accolto i figuranti massetani sancendo un legame di amicizia tra le due comunità – si legge in una nota della Società dei Terzieri -. L’accoglienza, curata dalla storica Compagnie des Arbalétriers Notre-Dame de Dinant, ha offerto ai ragazzi un’esperienza immersiva tra le eccellenze del territorio: dal percorso naturalistico in kayak sul fiume Lesse alla grotta ‘La Merveilleuse’, fino ai luoghi simbolo della cultura belga come l’abbazia di Leffe e il museo Adolphe Sax”.
“Il culmine della missione si è tenuto al Folknam Festival di Namur – prosegue il comunicato -. Davanti alle massime autorità locali e al Ministro degli affari esteri belga, Maxime Prévot, i Terzieri hanno dato prova di maestria tecnica. Nonostante la pioggia, l’esibizione nelle piazze del centro ha catturato l’attenzione del pubblico internazionale, confermando come la tradizione del Balestro del Girifalco sia un linguaggio capace di superare ogni confine. I frutti del viaggio non si faranno attendere: abbiamo già parlato infatti della futura partecipazione della Compagnie des Arbalétriers Notre-Dame de Dinant e Les Alfers Namurois al Balestro del Girifalco del prossimo anno a Massa Marittima, per ricambiare l’ospitalità e consolidare un asse culturale permanente”.
“Vedere quindici adolescenti farsi ambasciatori di una tradizione plurisecolare in un contesto europeo è la prova che la Società dei Terzieri non è custode di un passato statico, ma motore di futuro. Per questi ragazzi, la trasferta di Dinant e Namur non è stata solo un viaggio, ma un rito di passaggio: hanno imparato che la loro identità ha un valore internazionale – termina la nota –. Questi scambi culturali sono palestre di cittadinanza dove la disciplina della bandiera e del costume diventa lo strumento per costruire ponti, preparandoli a un domani in cui sapranno essere, allo stesso tempo, fieri massetani e cittadini del mondo.”

