Grosseto. Riprendendo la celebre e felice espressione di San Giovanni XXIII, che amava definire la parrocchia come la “fontana del villaggio a cui tutti ricorrono per la loro sete”, la comunità di Ribolla promuove un momento di incontro e riflessione di particolare valore civile e spirituale.
Giovedì 16 aprile, alle 17.00, al teatro di Ribolla, si terrà un dialogo pubblico tra il vescovo Bernardino e il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola. L’incontro, che sarà moderato dal giornalista di TV9 Enrico Pizzi, nasce per riflettere sulla presenza e la missione di una comunità parrocchiale in un paese e su un territorio.
L’incontro
L’iniziativa intende sottolineare il profondo valore del vedersi e del parlarsi tra istituzioni: il fatto che il vescovo e il sindaco scelgano di confrontarsi in uno spazio pubblico non è un semplice atto formale o di cortesia, ma un’occasione preziosa di ascolto reciproco e un segno tangibile di cura per la comunità. Ogni circostanza in cui questo accade pubblicamente, diventa uno stimolo per l’intera cittadinanza a riscoprire che “non ci si salva da soli”. In un tempo che spinge spesso all’isolamento, questo dialogo vuole riaffermare l’importanza di essere, insieme, tessitori di relazioni buone e costruttive per il bene comune. Il confronto toccherà i temi più vicini alla vita delle persone: la cura delle nuove generazioni e la funzione educativa, l’attenzione agli anziani, il sostegno alle giovani coppie e la valorizzazione degli spazi pubblici come luoghi di crescita condivisa.
La parrocchia, nel presentare l’iniziativa, vuol richiamare il senso profondo di questa missione: “Oggi è indubbiamente più difficile, seppure anche i tempi passati non erano l’età dell’oro neanche per il compito evangelizzatore della Chiesa, ma con un po’ di pazienza e aiutandoci fra noi possiamo stimolare le nostre parrocchie a mettersi più a servizio della nostra gente perché possa di nuovo sentire sete di Dio”.
L’appuntamento rappresenta un’occasione preziosa per l’intera zona pastorale per esprimere una soggettività comunitaria consapevole del proprio compito sociale e della propria missione spirituale. L’invito a partecipare è rivolto a tutta la cittadinanza, ai laici, ai catechisti e agli animatori, per testimoniare la bellezza di una comunità che vuole continuare a essere una “fontana” di accoglienza e speranza per tutti.

