Follonica (Grosseto). “Quanto accaduto nel Consiglio comunale del 28 novembre rappresenta un fatto politicamente e istituzionalmente grave. In quella seduta è stata chiesta la ratifica di una variazione di bilancio approvata dalla Giunta come ‘urgente’ ai sensi dell’articolo 175 del Tuel, ma priva dei presupposti minimi di trasparenza: mancava il parere dei Revisori dei Conti e non erano disponibili gli allegati necessari per un voto consapevole”.
A dichiararlo, in un comunicato, sono i consiglieri comunali dei gruppi di opposizione Follonica a Sinistra, Andrea Pecorini Sindaco e Partito Democratico.
“Le opposizioni hanno immediatamente contestato la procedura e chiesto chiarimenti sulle ragioni dell’urgenza – continua la nota –. Nonostante ciò, la maggioranza ha scelto di procedere comunque, forzando il voto su un atto che non era nemmeno stato esaminato in Commissione, a causa della mancanza del numero legale. Di fronte a questa forzatura, tutti i gruppi di opposizione hanno lasciato l’aula, rifiutando di legittimare un metodo che calpesta le prerogative del Consiglio comunale. Nei giorni successivi, al consigliere Francesco Ciompi è stato di fatto impedito di conoscere tempestivamente la data di richiesta della variazione di bilancio, informazione resa nota solo dopo una denuncia pubblica in aula. È così emerso che la richiesta era pervenuta alla dirigenza comunale già il 17 settembre ed era stata sollecitata più volte, mentre la delibera è arrivata in Giunta solo il 7 novembre, nonostante nel frattempo si fossero svolte due sedute consiliari. Nessuna reale urgenza, dunque, giustificava il ricorso a uno strumento straordinario”.
“La Giunta ha scelto consapevolmente di esautorare il Consiglio comunale da un atto centrale come il bilancio – continua il comunicato -. Le responsabilità politiche sono evidenti: dell’assessore al bilancio Danilo Baietti, della Giunta che ha avallato la forzatura e del presidente del Consiglio Alberto Aloisi, che non ha garantito il rispetto dei diritti dei consiglieri. Il sindaco, infine, non è intervenuto nonostante le contestazioni formali delle minoranze. La situazione è grave e non può essere sottovalutata. Proprio per questo le opposizioni stanno tenendo informata la Prefettura sull’evolversi della vicenda, affinché vengano valutate le modalità con cui si è proceduto e il rispetto delle prerogative del Consiglio comunale”.
“Non si tratta di una questione tecnica, ma di un problema di tenuta democratica. L’uso strumentale dell’urgenza e l’occultamento delle informazioni configurano una deriva istituzionale che le opposizioni denunceranno con fermezza – termina la nota -. Il Consiglio comunale non è un passacarte: chi governa non può pensare di svuotarlo del suo ruolo senza assumersene fino in fondo la responsabilità politica”.

