Grosseto. In seguito al parere richiesto per un intervento di disboscamento di 19 ettari lungo l’Ombrone, nell’area contigua al Parco della Maremma e in prossimità di un sito Natura 2000, il comitato scientifico del Parco ha evidenziato i rischi ecologici e idraulici legati al taglio della vegetazione ripariale e ha chiesto ulteriori approfondimenti.
Sulla vicenda interviene con forza Legambiente. “Concordiamo pienamente con il presidente del Parco e con il comitato scientifico – dichiara Angelo Gentili, della segreteria nazionale –: la vegetazione ripariale è preziosissima per l’ecosistema fluviale, perchè, oltre a tutelare il capitale naturale e gli habitat più delicati, ha anche una funzione idraulica fondamentale, rallentando l’arrivo delle piene a valle e favorendo l’infiltrazione delle acque nelle falde. Purtroppo assistiamo troppo spesso a tagli incoerenti e irrazionali lungo i corsi d’acqua, che provocano danni irreversibili e di grave entità”.
Legambiente chiede dunque di “rivedere l’intervento previsto sulle sponde dell’Ombrone”. Allo stesso tempo, l’associazione sollecita “tutti i soggetti coinvolti, Regione Toscana, Enti Parco, Consorzi di Bonifica, amministrazioni comunali, a garantire la massima attenzione nella pianificazione di interventi lungo le aste fluviali, evitando operazioni indiscriminate che compromettano l’equilibrio ecologico e idraulico di territori tanto fragili quanto strategici”.

