Follonica (Grosseto). Nelle settimane scorse è iniziata la raccolta firme per il referendum consultivo regionale che punta a rivedere l’attuale assetto del sistema sanitario toscano.
Rifondazione Comunista e Follonica a Sinistra sostengono l’iniziativa, con l’obiettivo di superare l’organizzazione in tre maxi-Ausl introdotta dalla legge regionale 84/2015.
“Il quesito, presentato ai sensi dell’articolo 76 dello statuto regionale, chiede ai cittadini se siano favorevoli a un’organizzazione sanitaria più diffusa, basata su Ausl provinciali, anziché su tre grandi aree vaste, proponendo dunque un ritorno a un modello provinciale, più vicino ai territori – si legge in una nota di Rifondazione Comunista e Follonica a Sinistra -.La domanda è semplice: ‘Siete favorevoli alla proposta volta a rivedere l’attuale assetto del Servizio sanitario regionale incentrato in tre Aziende Unità sanitarie locali (Ausl) di area vasta, come previsto dalla legge regionale toscana 84/2015 (‘Riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 40/2005′), al fine di assicurare una maggiore diffusione delle Ausl sul territorio, organizzandole su base provinciale?’. La questione riapre un dibattito mai chiuso: quello dell’efficienza e della vicinanza dei servizi sanitari per i cittadini. La riforma del 2015, infatti, ha suscitato critiche in molte province per l’eccessiva centralizzazione che ha allontanato i servizi dai cittadini”.
“Il referendum, che sarà senza quorum, non è vincolante, ma rappresenta un importante segnale politico e uno strumento di partecipazione. Una forte adesione potrebbe spingere la Regione a riconsiderare un modello sanitario da tempo oggetto di discussione. È possibile firmare venerdì 25 luglio dalle 9.30 alle 12.00 presso il mercato settimanale al Parco Centrale, oppure fino al 10 settembre 2025 all’Urp del Comune di Follonica (piano terra), dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e il martedì e giovedì anche dalle 15.30 alle 16.45. Occorre presentare un documento d’identità valido – termina il comunicato -. Invitiamo tutti a informarsi, partecipare e firmare”.

