Porto Santo Stefano (Grosseto). Proseguono i controlli della Guardia Costiera di Porto Santo Stefano, volti a garantire il rispetto delle disposizioni nazionali e comunitarie in materia di tutela delle risorse ittiche e dell’ambiente marino.
L’attività ispettiva, condotta in modo capillare lungo l’intera filiera della pesca, ha l’obiettivo di assicurare il rispetto delle norme in tema di tracciabilità, modalità di cattura, taglie minime e corretta commercializzazione del prodotto pescato.
Le operazioni rientrano nel piano coordinato dal Centro controllo area pesca (Ccap) della Direzione marittima di Livorno, su impulso del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, confermando il duplice impegno della Guardia Costiera: tutelare il consumatore finale e garantire la sostenibilità delle attività di pesca.
Ieri, il personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Santo Stefano ha eseguito un’ispezione in un mercato, durante la quale sono stati rinvenuti circa 160 chili di prodotto ittico vario completamente privi della documentazione obbligatoria e dei requisiti di identificazione e tracciabilità. L’assenza di etichette e riferimenti documentali ha reso impossibile risalire all’origine del pescato e verificarne la conformità alla normativa vigente.
Per le irregolarità riscontrate, è stato elevato un verbale amministrativo a carico del titolare dell’attività e l’intero quantitativo di prodotto è stato sottoposto a sequestro amministrativo, in applicazione del D.Lgs. n. 4/2012.
“Questa attività si inserisce nel quadro delle azioni di contrasto alla pesca illegale e alla commercializzazione abusiva, con cui la Guardia Costiera intende garantire la trasparenza della filiera e tutelare le risorse marine da fenomeni di sovrasfruttamento, promuovendo al contempo condizioni di equa concorrenza per gli operatori regolarmente autorizzati – si legge in una nota della Guardia Costiera -. L’operazione conferma l’impegno quotidiano del personale della Guardia Costiera nel presidio della legalità, a tutela del mare e delle comunità che da esso traggono sostentamento”.

