Grosseto. Ieri, mercoledì 16 aprile, nello stabilimento della Venator di Scarlino, si è tenuta l’assemblea dei lavoratori per discutere della crisi che sta attraversando l’azienda e delle ultime novità emerse dall’incontro avuto in Confindustria tra le segreterie provinciali dei sindacati, le Rsu e la direzione di Venator Italy.
Roberto Bocci, segretario territoriale della Ugl e Rsu di Venator, dichiara: “Nell’ultimo incontro avuto con la direzione aziendale sono emersi alcuni segnali positivi relativi alla possibilità di ottenere della liquidità che, se andassero come auspicato, consentirebbero almeno di prorogare il contratto di solidarietà fino alla sua scadenza naturale fissata al 31 gennaio 2026. Certamente non facciamo i salti di gioia, sarebbe molto meglio una ripresa delle attività, ma è comunque uno spiraglio che permetterebbe di guadagnare del tempo per trovare una soluzione definitiva alla crisi dello stabilimento e che consentirebbe ai lavoratori di avere ancora la copertura economica con un ammortizzatore sociale per i prossimi mesi”.
Bocci continua: “Crediamo che, nonostante le molte difficoltà, la partita non sia chiusa e che lo stabilimento di Scarlino abbia tutte le carte in regola per riprendere la produzione. Da sempre sono state apprezzate dalla capogruppo, le ottime professionalità che abbiamo in fabbrica, è per questo che non vediamo l’ora che ci venga data la possibilità di tornare a fare quello che per anni abbiamo saputo fare bene ed in qualità”.
“Come Ugl – aggiunge Daniele Barometri, della Rsu/Rlssa di Venator – crediamo che dopo l’incontro che abbiamo avuto al Ministero dell’Industria il 3 febbraio, sia giunto finalmente il momento che anche la proprietà vada a Roma a spiegare cosa ha intenzione di fare a Scarlino; del resto, in una lettera inviata ai sindaci del territorio, si sono resi disponibili a tale eventualità. Auspichiamo che l’intervento del Ministero possa smuovere in maniera positiva uno stallo che dura ormai da oltre un anno.”
“Nell’assemblea dei lavoratori tenutasi ieri – dichiara Bocci – è stato deciso di fare tutte le azioni necessarie per non far calare l’attenzione sulla nostra vertenza, perché continuare a perdere del tempo ha fatto si che molti lavoratori abbiano lasciato la fabbrica, arrivando ad oggi a poco più di 203 unità”.
“ A questo punto – continua Bocci – dobbiamo come prima cosa garantire che le risorse per mettere in sicurezza i lavoratori arrivino, per poter così prorogare per un ulteriore periodo il contratto di solidarietà”.
Daniele Barometri e Roberto Bocci, concludendo, aggiungono: “La strada non è mai stata facile e sarà ancora lunga, ma le possibilità per arrivare ad un risultato positivo ci sono, adesso più che mai è importante l’unione di tutte le forze in campo, istituzioni, parlamentari e sindacati, ne va di tutti i lavoratori di Venator e dell’indotto, delle loro famiglie e dell’economia locale, la quale ne risentirebbe un duro colpo”.

