Gavorrano (Grosseto). Il Comune di Gavorrano ha istituito sei nuove case comunali per la celebrazione dei matrimoni civili. E non si tratta di luoghi chiusi o al coperto, ma di piazze e aree all’aperto, spazi caratteristici per aprire nuovi scenari in ambito turistico, puntando appunto sul wedding.
Nello specifico, le celebrazioni potranno essere svolte nella piazzetta di via delle Logge, in via Bandi (porta della cinta muraria) e in via Terranova, all’angolo con via della Rocca, a Gavorrano capoluogo, a Caldana, nella piazzetta di via Montanara, a Ravi, in quella di via Zara, e a Giuncarico, in piazza del Popolo.
Il sindaco Stefania Ulivieri e l’assessore al turismo, Francesca Mondei, commentano la decisione della Giunta comunale.
«Abbiamo dei bellissimi luoghi nel nostro territorio che sono perfetti per chi vuole sposarsi con una cerimonia particolare – dichiarano -, così abbiamo deciso di inserire nuove case comunali tra quelle già a disposizione, punti suggestivi e attrattivi per i futuri sposi. Il turismo legato ai matrimoni è una delle tendenze più in crescita nel panorama delle destinazioni di charme. Sempre più coppie scelgono di celebrare il loro giorno speciale in luoghi incantevoli, dove bellezza, storia e paesaggi mozzafiato si intrecciano in un’esperienza unica. Il turismo wedding rappresenta una grande opportunità per la nostra comunità: grazie alla sinergia tra pubblico e privato possiamo aprirci a nuovi settori e diventare una destinazione ricercata e ambita. Solitamente chi sceglie questa tipologia di matrimonio lo festeggia in compagnia di parenti e amici che arrivano nel luogo della celebrazione trascorrendovi qualche giorno di vacanza. Un indotto, quindi, importante per le nostre imprese che potranno cogliere l’occasione per inserirsi in questo canale».
Le tariffe e le date
Le tariffe per l’affitto delle location ammontano a 200 euro per i non residenti e 150 euro per chi vive a Gavorrano.
Ci si potrà sposare da gennaio a dicembre, fatta eccezione per le date escluse dall’apposito regolamento, ovvero: dal 1° al 6 gennaio, la domenica e il lunedì di Pasqua, il 25 aprile, il primo maggio, il 2 giugno, il 15 e il 28 agosto, il primo novembre, nel mese di dicembre l’8, il 24, 25, 26 e il 31 e, infine, ogni qualvolta si svolgano le consultazioni elettorali.

