Home Colline MetallifereVenator, la Cisl: “Attività ancora bloccate per lo stoccaggio dei gessi rossi”

Venator, la Cisl: “Attività ancora bloccate per lo stoccaggio dei gessi rossi”

"Riaprire subito la trattativa per trovare una soluzione a quella che è la vertenza più importante del nostro territorio con oltre 200 dipendenti coinvolti"

di Redazione
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Scarlino (Grosseto). “Al momento non si può purtroppo parlare di ripresa delle attività di Venator, perché continua ad esserci un problema sulla questione dello stoccaggio dei gessi rossi”:  a dichiararlo è Gianluca Fè, della Femca Cisl Grosseto, spiegando l’attuale momento della trattativa tra Venator e le organizzazioni sindacali.

“Dopo oltre un anno di approfondimenti e di chiarimenti – continuaper il possibile stoccaggio dei gessi nell’area di ripristino interna detta ‘disposal’, per la quale tutti gli enti e gli uffici interpellati si erano espressi senza motivi di diniego (da Arpat, al Genio civile, dal Comune alla Provincia, ecc.), la Regione Toscana ha comunque deciso per una risposta negativa. Adesso, rimane solamente il deposito temporaneo sui tavoli della Regione, soluzione che di per sé darebbe solamente poco più di un anno di prospettiva e quindi comunque non risolutiva; non venisse però autorizzata neppure quella, l’azienda si troverebbe con tutta probabilità a chiudere definitivamente il sito di Scarlino. Al momento, quindi, a dispetto di alcuni titoli troppo trionfalistici apparsi sulla stampa i giorni scorsi, la soluzione è lontana dall’essere raggiunta”.

“Siamo sconcertati da questa situazione che si sta protraendo ormai all’infinito, creando sempre più preoccupazione e disagi soprattutto per i lavoratori. Vorremmo capire cosa sta succedendo e perché tutti i possibili passi in avanti riguardanti lo stoccaggio vengono bloccati. Chiediamo alla Regione Toscana risposte riguardo alla situazione attuale, mentre dall’azienda Venator vorremmo sapere quali sono le prospettive riguardo al sito di Scarlino. Come Femca Cisl chiediamo un incontro urgente all’azienda – conclude Fè –, per capire come può evolvere adesso la situazione, e alla Regione chiediamo di riaprire prima possibile il tavolo della trattativa per trovare una soluzione a quella che è la vertenza più importante del nostro territorio e una delle più importanti della Toscana, visto che riguarda oltre 200 dipendenti”.

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