Nonostante i dati relativi al risparmio degli italiani parlino di un netto calo delle risorse di famiglie e aziende, qualcosa si muove nel mercato economico. Ed è merito dei giovani.

Anche i giovani iniziano a guardare all’economia e in particolare al risparmio e a forme di investimento diverse, innovative e alternative. Un elemento che va in controtendenza con quanto sta avvenendo nel nostro Paese, dal momento che gli ultimi dati parlano di risorse sempre più erose dal caro prezzi e dall’inflazione sia per quanto riguarda le aziende sia per quanto riguarda le famiglie.
È proprio in questa difficile situazione che qualcosa si sta muovendo anche tra i ragazzi, anche se la propensione al risparmio risulta ancora piuttosto limitata (con le più recenti indagini che parlano di 1 ragazzo su 10). Un po’ per mettere in sicurezza il proprio futuro, un po’ per far fruttare i soldi messi da parte, sempre più giovani stanno scegliendo la forma di investimento dei Piani di Accumulo Capitale. Noti anche con l’acronimo di Pac, si tratta di una strategia basata su versamenti periodici che permettono all’investitore di veder crescere il proprio risparmio nel tempo, contenendo i rischi e mitigando le oscillazioni di mercato. Un modo diverso, insomma, per mettere da parte i soldi, soprattutto in tempi di inflazione e di abbassamento del potere d’acquisto.
Un modo per avere a disposizione un tesoretto da spendere nella maniera che si preferisce. Secondo l’ultima ricerca di Hype, che ha coinvolto utenti di età compresa tra i 18 e i 25 anni, intervistando oltre 600 mila persone, gli obiettivi principali del risparmio sono i viaggi e l’acquisto di automobili, scelti rispettivamente dal 26% e dal 12% dei partecipanti al sondaggio. In pochi, appena il 2%, risparmiano invece per l’acquisto della casa o per lo studio, a confermare come ci sia stata un’inversione di tendenza per quanto riguarda possibilità e priorità generazionali. Ma dove si risparmia di più? Prima regione è quella della Lombardia, con il 20% di forme di risparmio attivate, seguita proprio dalla nostra vicina, il Lazio, con oltre l’11%, terza posizione invece per il Piemonte con il 9%. La Toscana, invece, si ferma al di sotto della soglia del 7%.
Numeri timidi, piccoli, ma non privi di valore. Numeri che rappresentano un movimento, un divenire della nostra economia. Il cui futuro passa soprattutto per l’educazione finanziaria dei giovani.

