Home GrossetoCronaca GrossetoAumentano le truffe in Maremma: i consigli dei Carabinieri per non farsi raggirare

Aumentano le truffe in Maremma: i consigli dei Carabinieri per non farsi raggirare

di Roberto Lottini
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Crescono le truffe e le frodi informatiche ai danni dei cittadini della provincia di Grosseto.

Se, infatti, nel 2019 erano state 693, di cui 518 scoperte dai Carabinieri, nel 2020 sono salite a 795, di cui 733 rilevate dai militari dell’Arma. Inoltre, nel 2019 questi tipi di reato avevano portato alla denuncia di 204 persone, dato che nel 2020 sale a 253 persone.

Diminuisce invece il numero degli arresti: azzerato nell’anno appena trascorso, mentre nel 2019 erano state tre le persone finite in manette per truffa.

Le truffe sono realizzate con meccanismi piuttosto semplici“, sottolinea il Tenente Colonnello Matteo Orefice, comandante del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Grosseto.

La truffa che ricorre maggiormente in Maremma è quella messa in atto dai sedicenti incaricati di verificare le utenze, come luce e gas, negli appartamenti, a cui si affiancano i finti Carabinieri, Poliziotti o addetti del Comune.

In genere questo tipo di truffe colpiscono soprattutto gli anziani – continua Orefice -. Il nostro consiglio è quello di non far entrare mai nessuno in casa e di chiamare immediatamente le forze dell’ordine per accertare la veridicità degli incaricati. Spesso, capita che i gestori ci inviino comunicazioni in merito ad ispezioni che effettivamente devono fare nelle abitazioni degli utenti, in modo che se arriva qualche segnalazione possiamo tranquillizzare i cittadini”.

Un’altra truffa molto ricorrente è quella in cui vengono proposte assicurazioni tramite telefonate: il falso agente dichiara alla vittima che è disposto a fare un sostanzioso sconto sulla polizza e che l’utente non deve far altro che fare un bonifico sul conto che gli viene fornito.

Quando si ricevono telefonate in cui vengono proposti sconti troppo elevati – spiega Oreficeè necessario nutrire dei sospetti“.

Ci sono anche sedicenti promotori finanziari, i cosiddetti broker, che chiedono somme di denaro non troppo elevate, in genere dai 200 ai 500 euro, promettendo alla malcapitata vittima di restituirli con gli interessi, cosa che non si verificherà mai.

Molte truffe sfruttano anche i social network. Persone che hanno creato falsi account contattano gli utenti e si spacciano per dipendenti di compagnie assicurative vere. Inoltre, numerosi cittadini hanno denunciato di essere stati contattati da persone che reclamano mancati pagamenti delle bollette e che forniscono un numero di conto corrente sul quale effettuare il saldo.

Molto in voga è anche il finto danno a persone o cose per estorcere denaro. E’ il caso, ad esempio, di soggetti che fingono di essere investiti per farsi risarcire. Per avvalorare il loro incidente, colpiscono con un sasso l’auto del malcapitato.

Inoltre, c’è anche il finto corriere, che suona ad una porta dicendo che è stato fatto un acquisto per conto di terze persone, si fa consegnare del denaro e poi lascia alla vittima della truffa una scatola vuota.

Infine, ci sono anche truffe legate all’attuale emergenza coronavirus, con la consegna porta a porta di mascherine che fa da pretesto per compiere rapine, e quelle relative ad estorsione di denaro, che si verificano sui social network.

Utenti, prevalentemente donne, con un falso account chiedono l’amicizia su Facebook ad alcuni uomini, poi propongono l’acquisto di video hot oppure si rendono protagonisti di videochiamate a luci rosse, che vengono registrate e in cui le ignare vittime si lasciano andare a gesti sessualmente espliciti. A quel punto, quest’ultime vengono invitate a pagare se non vogliono che il video venga diffuso tra i suoi contatti nel social network.

Bisogna sempre verificare sempre gli account delle persone con cui interagiamo sui social“, conclude Orefice.

 

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