“Alla crisi economica, direttamente conseguente alle delicate problematiche dovute alla crisi covid-19, si aggiunge la preoccupazione per il sempre meno improrogabile appuntamento con il fisco e gioverebbe ricordare che di fatto non si è mai interrotto, visti gli infiniti balzelli e prelievi a cui è sottoposto il cittadino”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Renzo Giannoni, membro del direttivo dell’associazione Città e Partecipazione ed ex direttore provinciale di Equitalia.
“Se ci sono fondati motivi per la disaffezione alla politica, uno di questi si basa proprio sulla inammissibile pressione fiscale e sui suoi continui aumenti (recentemente anche le tasse sulla revisione auto), alla quale non segue a nostro avviso un parsimonioso utilizzo delle risorse finanziarie da parte degli organi preposti – continua la nota -. Adesso il contribuente attende con il fiato sospeso l’arrivo preannunciato dei milioni di cartelle esattoriali. Il Governo Conte, forse nel tentativo di rendere il futuro economico più sostenibile oltre a rinviare l’evento, sta preannunciando tre linee di intervento. Una rottamazione quater, che dovrebbe consentire di regolare i conti con il fisco pagando tutte le imposte dovute, a rate senza pagare sanzioni e interessi (cartelle degli anni 2018 e 2019). Per le cartelle emesse nel 2020 l’ipotesi di agevolare le categorie colpite da chiusure e restrizioni (e impossibilitate a pagare le tasse), il versamento di quanto dovuto, con forti rateazioni, sconti e abbattimento di interessi e sanzioni. Il terzo intervento riguarda l’ipotesi di discaricare l’archivio dell’Agenzia delle Entrate dai ruoli inesigibili (che non è stato possibile riscuotere) emessi entro il 2015. Proseguire con i tentativi di riscossione sarebbe probabilmente infruttuoso e impegnativo (Si tratta in linea di massima di ditte cessate o fallite, ecc.), puntando a recuperare almeno una minima parte con una proposta opzione di ‘saldo e stralcio’“.
“Tutto questo è ad oggi allo studio, ma non bisogna dimenticare che comunque esistono alcune possibilità già in essere per assolvere alle obbligazioni tributarie con l’immediato effetto di sottrarsi all’attivazione delle procedure di recupero coattivo previste per legge – prosegue il comunicato –. Basta infatti consultare il ben fatto sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (Equitalia) per trovare i dispositivi agevolativi vigenti. Lo slittamento al primo marzo del termine per i pagamenti delle rate scadute nel 2020 sia della rottamazione ter che del ‘saldo e stralcio’ senza perdere i benefici di tali dispositivi, da parte di tutti i contribuenti che vi hanno aderito, rimasti indietro con il pagamento delle rate. La possibilità di attivare un piano ordinario di rateazione (per importi fino a 100.000,00 euro) direttamente on line utilizzando il sito internet dell’Agenzia, con il servizio ‘rateizza adesso’; in questo caso giova ricordare che aderire ad una rateazione non preclude, successivamente, di passare a nuovi dispositivi (saldo e stralcio/rottamazione)che fossero emanati, con condizioni più favorevoli al contribuente”.
“Con l’occasione è inoltre utile evidenziare che il disposto normativo (introdotto dal ‘Decreto Rilancio’) prevede, per le rateizzazioni in essere al 31 dicembre 2020 o richieste entro il 31 dicembre 2021, che la decadenza dai benefici avviene per il mancato pagamento di dieci rate, anche non consecutive, invece delle cinque ordinariamente previste – spiega Giannoni -. E’ affermazione abusata dire che ‘per pagare meno bisognerebbe pagare tutti’, ma è una verità inconfutabile ed è anche un’altra via per arrivare a diminuire veramente la pressione fiscale (la prima è un utilizzo delle risorse finanziarie più parsimonioso). Ci sono poi attività che dovrebbero essere promosse per un miglioramento della fiscalità locale, come, per esempio: la verifica delle residenze fittizie nelle aree a vocazione turistica (escamotage che serve ad avere riduzioni sulle tasse); la rilevazione delle volumetrie immobiliari non dichiarate (ad esempio gli abusi edilizi) che sottraggono i cespiti all’applicazione dei tributi. Altre attività dovrebbero essere riattivate dal Governo centrale, come ad esempio ripristinare il sequestro dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo, ad oggi tale efficace comportamento operativo è ridotto alla irrogazione di una sanzione (che non preoccupa certo chi ha il fermo amministrativo proprio perchè non paga il dovuto).
“Insomma i modi ci sarebbero ….. occorre trovare le volontà – termina la nota -. Noi intanto, come associazione, ma sopratutto come cittadini, coltiviamo una seria preoccupazione per il futuro. E auspichiamo che, una volta tornati alla normalità, fuori dal problema Covid, ad una efficace lotta all’evasione e all’elusione fiscale si unisca un più civile approccio alla cultura dell’adempimento volontario all’obbligazione tributaria”.

