“In occasione della Festa della Liberazione ho voluto dare un forte segnale ai miei alunni. Ho scritto loro un’e-mail in cui ricordavo che la soppressione delle libertà personali tipica degli anni ’20 e ’30 può tranquillamente ripresentarsi anche oggi e che il primo ministro ungherese, leader del partito Fidesz, ha già agito in questo senso. Nel frattempo, un membro della Giunta del Comune di Manciano, per l’esattezza il vicesindaco Luca Pallini, il 25 aprile ha commentato con un sole sorridente un post di un privato cittadino a cui era allegato un video di ‘Faccetta Nera’, inno fascista, razzista e imperialista. La gravità dell’episodio è inaudita: un rappresentante delle istituzioni di un Comune nel quale le attività della Resistenza furono molto agguerrite ha condiviso contenuti che inneggiano a Benito Mussolini proprio in occasione della Festa della Liberazione“.
A dichiararlo, in un comunicato, è Iacopo Sbrolli, docente di matematica e fisica al Polo liceale di Orbetello, cresciuto a Manciano, dove risiede la sua famiglia.
“Le reazioni sono state numerose – continua la nota -. L’Anpi e il circolo Arci di Manciano, il Partito Democratico, Italia Viva e il Pci di Grosseto hanno condannato in modo fermo l’atto e la maggior parte di questi enti ha anche chiesto che il vicesindaco rassegnasse le sue dimissioni. La reazione da parte di Pallini non si è fatta attendere: lunedì 27 aprile il vicesindaco ha fatto rilasciare un comunicato stampa tramite cui annunciava che si sarebbe dimesso. Nel comunicato sono presenti alcuni aspetti linguistici dubbi che denotano una conoscenza limitata del valore simbolico delle nostre feste. Per esempio, il vicensindaco afferma che il 25 aprile è la ‘data fondata della nostra demarcazione’. Forse intendeva dire che è la data fondativa della nostra democrazia? Ma al di là della filologia, è interessante notare che Luca Pallini non si è realmente dimesso: ha solo compiuto una procedura assolutamente informale, non prevista né dalla normativa, né dallo statuto del Comune di Manciano, ovvero la remissione delle proprie deleghe al sindaco”.
“Se il vicesindaco fosse realmente pentito del proprio atto avrebbe rassegnato le sue dimissioni da consigliere, che per legge sono irrevocabili e hanno effetto immediato (articolo 38, comma 8, del dl 267 del 18 agosto 2000). Senza contare che le eventuali dimissioni dalla carica di vicesindaco, forse assimilabili a quelle della carica di sindaco, dovrebbero essere presentate in Consiglio e non semplicemente diffuse tramite un comunicato stampa – sottolinea Sbrolli -. Per dare un tono ancora più farsesco alla vicenda, il sindaco Mirco Morini ha respinto le dimissioni del suo vice affermando (tra le altre cose) che il Pallini sarebbe un ‘uomo di cuore’, definizione poco appropriata in un contesto istituzionale, ma anche inadeguata per riferirsi a una persona che ha appena condiviso un contenuto antidemocratico. Come se ciò non bastasse, il comunicato stampa delle dimissioni è stato pubblicato sul sito del Comune di Manciano alle ore 12:15 di lunedì 27 aprile, mentre quello del respingimento risale alle ore 15:16 dello stesso giorno. Questa cronologia è molto sospetta. Inoltre, sebbene il Pallini si sia scusato nel suo comunicato stampa, né lui né il sindaco hanno mai preso davvero le distanze dall’atto, definito a più riprese come una ‘leggerezza’ o come un qualcosa di ‘goliardico’: non devo essere io a ricordare che le idee più radicate vengono spesso esternate tramite i più semplici atti spontanei”.
“Qualcuno potrebbe pensare che la reazione dello scrivente in particolare e del pubblico in generale sia esagerata: in fondo il vicesindaco ha solo apprezzato un post su Facebook, dico bene? Ma il problema è più profondo, e lo posso testimoniare tramite alcune esperienze personali di rapporto tra i cittadini e la Giunta. Il sottoscritto fa parte di un movimento civico e può affermare con certezza, a suo nome, che la Giunta comunale non ha mai risposto alle lettere scritte da tale movimento, nemmeno con una riga, quando lo statuto comunale impone dei precisi limiti temporali (e questa violazione dello statuto ha pure innescato la reazione di un difensore civico). Il comportamento dell’intera Giunta in questo contesto è sempre stato opaco e per aggravare il quadro il 20 marzo 2020 la Giunta ha tenuto un importantissimo Consiglio comunale durante il quale è stato discusso il futuro delle Cascate del Mulino, sito strategico del Comune, senza consentire la diretta streaming – termina il comunicato –. Appare dunque evidente che il senso della democrazia non è presente al cento per cento presso le istituzioni comunali, a prescindere da Facebook”.

