In programmazione a Grosseto – The Space Cinema
Quarant’ anni dopo gli omicidi del 1978 a Haddonfield, Illinois, i giornalisti Aaron Korey e Dana Haines si recano allo Smith’s Grove Sanitarium per conoscere Michael Myers, che venne catturato dopo essere stato colpito da sei colpi di pistola, cadendo giù dal balcone. Il dott. Ranbir Sartain, che si occupa di Michael dalla morte del dott. Sam Loomis, li informa che Michael è in grado di parlare, ma ha scelto di non farlo. Aaron non riesce a convincere Michael a parlare, anche dopo aver tirato fuori la maschera che indossava.
Aaron e Dana si dirigono poi alla casa pesantemente sorvegliata di Laurie Strode per intervistarla, poiché è l’unica sopravvissuta di quella carneficina. Ha trascorso gli ultimi quarant’anni per prepararsi al ritorno di Michael. Da allora Laurie ha avuto due matrimoni falliti. Ha persino perso la custodia di sua figlia Karen, quando aveva solo 12 anni. Aaron e Dana intendono fare luce su quanto successo quella notte maledetta e le chiedono di andare con loro nel tentativo finale di far parlare Michael prima che lo trasferiscano in un carcere di massima sicurezza. Laurie si rifiuta e li manda via, non prima di aver preso i soldi….
David Gordon Green si prende la briga di dirigere un sequel di Halloween, un classico dell’horror uscito quando lui aveva 3 anni. Il regista statunitense ha ben cominciato la sua carriera, vincendo il premio per il miglior film al 18° Torino Film Festival con George Washington. In seguito imprese e risultati del tutto altalenanti, culminati con due commedie assolutamente dimenticabili come Strafumati e Lo spaventapassere.
Va anche sottolineato che, nel tempo si sono succeduti sette sequel dell’originale Halloween, dal 1981 al 2002, e un prequel del 2009. Curiosamente, Halloween riparte dall’originale del 1978, ignorando totalmente gli eventi descritti in Halloween II – Il signore della morte (1981).
Questo approccio, almeno in teoria, avrebbe dovuto consentire di eliminare una certa “mitizzazione” di Myers e ritornare ad un’impostazione più semplice ed aderente al primo Halloween. In realtà, però, il film spesso si perde in mille filoni narrativi, che regolarmente finiscono in vicoli ciechi, rendendo il tutto veramente ridondante e frustrante per lo spettatore.
La sensazione prevalente, vedendo Halloween, è che diversi sceneggiatori si siano divertiti a scrivere trame e costruzioni differenti, implementandole tutte. E’ pur vero che questo film è il risultato del lavoro di tre persone (David Gordon Green, Danny McBride, Jeff Fradley), ma sembrano persino di più a chi guarda.
Questo porta ad uno scarsissimo approfondimento dei personaggi, che risultano di ben poco spessore e ve ne sono alcuni che appaiono per poi, semplicemente, scomparire.
Peccato, perché le due interpreti principali, Jamie Lee Curtis e Judy Greer, interpretano al meglio i loro ruoli rendendoli non solo credibili ma capaci di intrappolare lo spettatore in una narrazione coerente. E le (poche) scene horror in Halloween sono, alla fine, convincenti.
Halloween poteva essere un buon prodotto, ma è invece la dimostrazione che quando si vuole strafare si ottiene il risultato contrario. Gli sceneggiatori, poi, sembrano davvero strafumati. Meglio recuperare il classico di 40 anni fa.

