In programmazione a Grosseto – The Space Cinema ed Aurelia Antica Multisala
Jonas Taylor, un sub ed esploratore marino che lavora per conto della Marina degli Stati Uniti, tenta di salvare un gruppo di scienziati intrappolati all’interno di un sottomarino nucleare. Mentre Taylor sta salvando l’ultimo sopravvissuto, vede lo scafo del sottomarino essere speronato da una creatura sconosciuta. Il racconto di Taylor, che affermava che una gigantesca creatura del mare era la causa del disastro, viene respinto dal Dr. Heller che crede che Taylor sia affetto da psicosi indotta dalla pressione.
Cinque anni dopo, il miliardario Jack Morris incontra il Dr. Minway Zhang presso l’impianto di ricerca subacquea “Mana One”, finanziato da Morris. Zhang e sua figlia, Suyin, un oceanografa, stanno supervisionando una missione per esplorare quella che potrebbe essere una sezione ancora più profonda della fossa delle Marianne nascosta da una nuvola di acido solfidrico , che forma un termoclino. La missione sembra andare bene fino a quando una creatura molto grande colpisce il sommergibile e fa perdere il contatto con Mana One.
James “Mac” Mackreides, un altro membro dell’equipaggio alla stazione, suggerisce di mandare giù Taylor per tentare un salvataggio, citando la somiglianza con la sua storia.
Shark – Il primo squalo è tratto dal best seller americano The Meg – Minaccia dagli abissi di Steve Alten. Ed infatti il titolo originale del film è, appunto, The Meg. “Meg” sta per megalodonte, una specie estinta di squalo di notevoli dimensioni. Il film doveva essere pronto da molti anni, ma Alten si era dichiarato profondamente deluso dal tentativo della Disney e quindi tutto è rimasto congelato per quasi vent’anni, quando si è fatta avanti la Warner Bros.
Non va meglio con la regia: Eli Roth, prima scelta della produzione, ha abbandonato per “divergenze creative”, lasciando il posto ad un non certo irresistibile Jon Turteltaub.
L’interesse per gli squali non muore mai e, pur non raggiungendo i livelli del primo Squalo magistralmente diretto da Spielberg, i film sull’argomento hanno sempre rappresentato un motivo per un paio d’ore piacevoli e sono risultati graditi dal grande pubblico. In questo caso più che mai, il megalodonte è centrale nella storia, soprattutto perché si passa gran parte dei 113 minuti della pellicola a sperare in una sua ricomparsa, visto che i personaggi sono del tutto privi di profondità, con qualche imbarazzante parentesi sentimentale e che le fasi in cui non c’è azione sott’acqua si rivelano terribilmente noiose.
Del tutto trascurabili gli attori, imprigionati in personaggi al limite del caricaturale. In particolare il protagonista Jason Statham, costretto nei panni di un mastodontico cliché: l’eroe incompreso, rifugiatosi a vita privata, richiamato come salvatore, sprezzante del pericolo e conquistatore della giovane donna. Viene da sbadigliare solo a raccontarlo.
La computer grafica aiuta Shark – Il primo squalo: le scene con il megalodonte sono impressionanti. Tuttavia, il tentativo (o almeno vogliamo sperare che sia così) di non incorrere in un “vietato ai minori di” ha significato che le scene non sono così cruente come si poteva sperare, riducendo ancor di più le occasioni di divertimento e di tensione.
Un film dimenticabile, ed in fretta. Questo è Shark – Il primo squalo. Se questo è il primo squalo, speriamo decisamente che sia anche l’ultimo.

