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CineVisioni: la recensione di Jurassic World – Il Regno Distrutto

di Luca Ceccarelli
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In programmazione a Grosseto –  The Space Cinema ed Aurelia Antica Multisala

Sono passati quattro anni da quando il parco tematico di Jurassic World è stato distrutto dai dinosauri scappati dalle gabbie di contenimento; Isla Nublar adesso è un luogo selvaggio abbandonato dagli umani dove i dinosauri sopravvissuti vivono nella giungla.

Al risveglio del vulcano, inattivo fino a quel momento, Owen e Claire intraprendono una campagna per salvaguardare le specie di dinosauri ancora in vita da un evento di distruzione di massa. Owen è intento a ritrovare Blue, il “suo” raptor ancora disperso nella foresta, mentre Claire nel frattempo ha maturato un vero rispetto nei confronti di queste creature, che sono diventate la sua missione.

Giunti sull’isola proprio mentre la lava inizia a scorrere i due scoprono anche una cospirazione di portata globale che potrebbe far ritornare l’intero pianeta a un rovinoso stato di disordine come non si vedeva dalla preistoria.

La regia di Jurassic World – Il Regno Distrutto è affidata a Juan Antonio Bayona, regista spagnolo che aveva dato buona prova di sé con The Orphanage ed il più recente The Impossible. Bayona è riuscito nei due film appena citati a lavorare bene sulla suspense, al punto da essere paragonato a Spielberg per alcuni dei suoi tratti.
Gli sceneggiatori sono  Colin Trevorrow (regista e sceneggiatore del primo Jurassic World) e Derek Connolly.

Nella sua brevissima apparizione in Jurassic World – Il Regno Distrutto, Ian Malcolm (interpretato da Jeff Goldblum) osserva che l’umanità è sull’orlo di causare la propria estinzione a causa della sconsideratezza nell’uso dell’ingegneria genetica. Ebbene, il film sembra condividere la visione pessimistica riguardo il genere umano. Non è facile, infatti, trovare un personaggio in altri film che faccia qualcosa di così stupido come molte delle cose che fanno i personaggi in questo film. E questo è solo uno dei problemi della pellicola.

Il fatto è che, dopo il primo Jurassic Park del 1993, risulta complesso rendere interessanti i dinosauri, che sono sicuramente affascinanti ma soffrono del fatto che non hanno molti aspetti rilevanti, almeno per lo spettacolo richiesto dal grande pubblico.
Così, il tentativo di inventarsi qualcosa di nuovo spesso fallisce miseramente, compreso quello della seconda metà del film, in cui i dinosauri sono estirpati dal proprio habitat naturale e trasportati in un’atmosfera gotica. Si salvano solo alcune sequenze suggestive, con i bestioni che si aggirano sotto la luna piena.
Lo stesso regista non sembra mai in grado di trovare la chiave narrativa né di esprimere il suo potenziale in termini di tensione.

Trama debole, personaggi improbabili ed una stanchezza complessiva rendono Jurassic World – Il Regno Distrutto un film poco interessante. E se pensate che questo possa essere un lungometraggio che possa essere goduto semplicemente spegnendo il cervello, beh, sappiate che ci vorrebbe una rimozione chirurgica per farvelo apprezzare.

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