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Incendi boschivi, la Uil: “Troppe anomalie tra Vigili del Fuoco e Regione”

di Redazione
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Alla luce di una prima ricostruzione sulla situazione relativa al servizio Aib regionale svolto in collaborazione con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e tenendo conto delle drastiche esperienze pregresse affrontate da tutte le regioni d’Italia, spesso con gravosi risvolti per il territorio e in fattispecie con una drastica ricaduta sulla Regione Toscana, si evidenziano numerose anomalie dal punto di vista collaborativo tra Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e Regione Toscana, con gravi difficoltà da parte di quest’ultima nel prevenire e affrontare i fenomeni incendiari, dolosi o non, che sempre più frequentemente si manifestano a scapito di ampie porzioni di territorio”.

A dichiararlo è Sergio Rubegni, segretario territoriale della Uil Pa dei Vigili del Fuoco di Grosseto.

“La prima e più immediata lacuna nel principio di collaborazione tra Regione e Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco in materia di Aib (Antincendio boschivo) si rileva nella formazione del personale volontario Aib – spiega Rubegni -. La Regione Toscana provvede alla formazione del suddetto personale autonomamente, senza una adeguata collaborazione con il personale dei Vigili del Fuoco o comunque senza un’appropriata organizzazione sulla base delle competenze professionali decrementando di fatto le relazioni e il coordinamento con il mondo del volontariato a scapito di una efficiente opera in fase emergenziale. La formazione specifica e/o congiunta tra personale dei Vigili del Fuoco e volontari Aib mediante l’organizzazione di seminari, corsi di formazione e attività di esercitazione preventive e in via ordinaria, al di fuori della campagna Aib ed in preparazione di questa sono necessari per l’aggiornamento delle nuove strategie di difesa e attacco all’incendio, sia dal punto di vista strategico, ovvero in rapporto all’esigenza emergenziale che varia di anno in anno, ma soprattutto sotto il profilo gestionale dell’emergenza, condividendo metodi, procedure e schemi comunicativi, al fine di ottenere un corretto coordinamento e la equa distribuzione delle competenze tra gli enti che operano nell’emergenza, mitigando le interferenze e incrementando la collaborazione e la sicurezza degli operatori, concetto che presenta ancora gravi e importanti lacune“.

“Altro importante aspetto riguarda la dotazione dei mezzi, delle attrezzature e dei dispositivi di protezione individuali da fornire al personale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, idonei per operare sugli incendi boschivi, in quanto le risorse strumentali di ordinanza non sono predisposte per affrontare questa tipologia di situazione emergenziale e qualora utilizzate sarebbero sottratte all’attività di soccorso tecnico urgente a cui sono destinate, generando uno scompenso non solo in materia di sicurezza del personale operativo, ma anche nel servizio di soccorso urbano destinato alla cittadinanza dando luogo a gravi disservizi – sottolinea Rubegni -. Inoltre, è necessario che la remunerazione del personale dei Vigili del Fuoco, per il lavoro svolto e la formazione Aib, sia erogata in tempi congrui e soprattutto non a carico dei Comandi, che in seguito ai servizi prestati alla Regione si vedono sottratte le proprie risorse destinate al soccorso tecnico urgente con un’importante ricaduta sui diritti dei propri lavoratori e conseguentemente, in termini di sicurezza, in capo ai cittadini, ai beni privati, pubblici e sull’ambiente“.

“Le suddette esigenze risolutive non si configurano in capo al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, ossia lo Stato, ma alle Regioni, le quali si raffigurano come soggetti richiedenti del servizio Aib prestato da parte del Corpo nazionale e in quanto l’antincendio boschivo è prettamente competenza di quest’ultime, pertanto è necessario provvedere all’applicazione di risoluzioni normative idonee in virtù di una definizione chiara di collaborazione tra Stato e Regioni in materia Aib, permettendo l’applicazione di misure efficienti per il contrasto agli incendi boschivi. Questa collaborazione deve essere regolamentata mediante l’applicazione di un’apposita convenzione quadro tra Regione e Vigili del Fuoco (Stato), in modo tale da poter definire le risorse economiche necessarie, allo scopo di normalizzare e successivamente rafforzare il servizio Aib – termina Rubegni -. La corretta applicazione di quanto appena esposto è una prerogativa fondamentale per consentire il coordinamento delle squadre volontarie Aib da parte delle unità qualificate dei Vigili del Fuoco, uniformando la risposta all’emergenza, come riportato anche in una nota ufficiale dell’11 giugno 2018 dal capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco Gioacchino Giomi“.

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