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CineVisioni: la recensione di Terapia di coppia per amanti

di Luca Ceccarelli
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In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

Viviana e Modesto sono amanti. Viviana è sexy, vitale e intrigante, e ha un notevole talento per i discorsi intorcinati. È combattuta fra restare amante e alleviare così le infelicità matrimoniali o sfasciarsi la vita per investire in un’altra. Modesto è meno chic, decisamente più sboccato e sbrigativo nella formulazione dei concetti, ma abilissimo nell’autoassoluzione.

Spara battute a sproposito per svicolare, e fa pure ridere. Moderatamente vigliacco, aspirerebbe alla prosecuzione a tempo indeterminato della doppia vita piuttosto che a un secondo matrimonio, visto che già il suo non è che gli piaccia granché. È nella crucialità del dilemma che Viviana trascina Modesto dall’analista, cercando una possibilità di salvezza per il loro rapporto ormai esasperato da conflitti e lacerazioni continue. Il dottore è spiazzato nel trovarsi di fronte una coppia non ufficiale, libera da vincoli matrimoniali e familiari, che non ha nulla da perdere al di là del proprio amore.

Accetterà l’incarico per questa ragione, trovandosi nel mezzo di una schermaglia drammatica e ridicola insieme, e rischiando di perdere la lucidità professionale.

Spesso si contesta l’adattamento di romanzi di successo da parte degli sceneggiatori. In questo caso è lo stesso autore, Diego de Silva, a provvedere alla trasposizione cinematografica e questo è sicuramente un plus per gli amanti del libro.
Il cast comprende nomi cari al grande pubblico, da Pietro Sermonti ad Ambra Angiolini, con la succosa aggiunta di un sempre bravo Sergio Rubini. Non manca persino un cameo di Alan Sorrenti.

Nonostante queste premesse, però, ben presto sale la delusione: la sceneggiatura, che doveva essere il punto forte, dimostra ben presto di possedere numerosissime lacune, al punto da risultare un vero e proprio guazzabuglio, incapace di sostenere la prova della visione nonostante un certo ritmo.

Gli interpreti portano a casa una risicata sufficienza, principalmente dovuta al loro impegno che riesce a rendere credibili personaggi altrimenti piuttosto anonimi e stereotipati. Ed è proprio la piattezza, la mancanza di profondità a rendere Terapia di coppia per amanti un film mediocre e dimenticabile. Sin dall’assunto di base, piuttosto inverosimile, per cui due amanti restano insieme pur giudicando pesante e insopportabile il loro rapporto, ci si rende conto che lo scopo del regista Alessio Maria Federici e dello sceneggiatore de Silva sia più quello di stupire ad ogni costo che quello di seguire una logica narrativa credibile.

Così le battute non sono divertenti, i dialoghi risultano forzati, il meccanismo si inceppa più volte. La bella musica jazz che accompagna  Terapia di coppia per amanti  sembra davvero sprecata.

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