In programmazione a Grosseto – The Space Cinema
Jacob Harlon (Nikolaj Coster-Waldau, il Jaime Lannister de Il Trono di Spade) è un broker di successo, con una vita e una famiglia perfetta. Dopo una cena in cui ha forse bevuto un bicchiere di troppo, si distrae alla guida quel tanto che basta per provocare un incidente in cui muore un suo amico e, come accade in America, finire in carcere in mezzo a criminali incalliti.
Costretto ad affiliarsi a una gang per sopravvivere, in brevissimo tempo vede decuplicarsi la sua condanna e si laurea all’Università del carcere a pieni voti, tanto da essere ammesso nella famigerata Fratellanza Ariana. Scarcerato dopo 10 anni in libertà vigilata, deve organizzare per coi suoi vecchi compagni la vendita di armi importate illegalmente dall’Iraq a un cartello messicano, ma ha un piano segreto.
Il regista Ric Roman Waugh ha una vera passione per il tema della prigione, essendo La Fratellanza il suo terzo film che tocca questo tema. La sua teoria, per nulla nascosta, è che il carcere crei i criminali piuttosto che redimere chi già lo è… E infatti Jacob vive questa trasformazione fino a risultare un criminale coi fiocchi.
La Fratellanza, proprio per questa impronta, indulge molto su scene di violenza e spinge sull’acceleratore della crudezza, nel tentativo di dimostrare la teoria del regista e creare un’empatia con lo spettatore, che evidentemente deve essere indottrinato nel caso non condivida tale impostazione.
L’impronta ideologica appesantisce molto la pellicola, che peraltro non è aiutata dalla durata (121 minuti), col risultato che la trama si trascina stancamente e riesce anche a seppellire una pur buona prova d’attore da parte di Nikolaj Coster-Waldau. Non possiamo dire altrettanto per gli altri interpreti, che invece forniscono una performance al massimo accettabile.
La foga del regista nel perseguire la sua causa, che sembra una vera e propria crociata, conferisce alla trama del film un deciso irrealismo e quindi una scarsissima credibilità. A peggiorare le cose, Ric Roman Waugh è anche lo sceneggiatore di La Fratellanza.
La struttura non-lineare della storia, che poteva costituire un motivo d’interesse, diventa quindi ulteriore elemento di confusione e rende La Fratellanza un tentativo goffo ed eccessivo.
Un tema così controverso meritava un approfondimento diverso. Speriamo che Ric Roman Waugh non vorrà provarci una quarta volta, lasciando il campo a qualche suo collega con una mano diversa.

