L’emergenza siccità in Maremma ha ormai messo l’agricoltura in ginocchio. Danni enormi soprattutto alle colture non irrigue, sia su seminativi che foraggere, con danni anche per olivicoltura e viticoltura.
“Gli agricoltori costituiscono un presidio fondamentale – ha spiegato Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente – per il nostro territorio. Per questo chiediamo che vengano tutelati accettando la richiesta di stato di calamità fatta dalla Regione Toscana. Ma per far fronte a questa situazione è importante anche adottare tecniche irrigue a basso impatto per risparmiare acqua prevedendo piani per colture con specie che si adottino ai cambiamenti climatici e alla drastica riduzione delle precipitazioni: ad esempio grani antichi come Verna e Senatore cappelli, resistenti alla crisi idrica e con caratteristiche nutrizionali migliori. Fondamentale, infine, intervenire per migliorare la regimentazione delle acque con piccoli invasi a monte e con una pronta manutenzione della rete idrica”.

