“Ho letto sulla stampa di questi giorni notizie allarmanti che riguardano il Falusi. Notizie parziali e inesatte che hanno bisogno di alcune precisazioni”.
A dichiararlo è Sandro Poli, presidente dell’Istituto Falusi di Massa Marittima.
“Difficile fare chiarezza in maniera sintetica, ma proviamo mettendo in fila quello che sta accadendo partendo dall’obbiettivo finale che è una certezza: l’Istituto Falusi è e rimarrà una Asp pubblica e non è intenzione di nessuno privatizzare le Asp – spiega Poli -. L’Istituto ha grandi potenzialità di sviluppo per la possibilità che avrà di gestire nuove forme assistenziali incrementando e diversificando la propria attività di sempre. Tutto questo sarà fonte di nuovi posti di lavoro. Il futuro dipenderà da come ci sapremo muovere in un contesto legislativo in continua evoluzione e da come saremo capaci di dare risposte tempestive alle nuove forme assistenziali che la Società della Salute, i Comuni e le Usl ci chiederanno di volta in volta”.
“Il mondo dell’assistenza socio sanitaria va avanti a prescindere dalla nostra volontà. Le nostalgie che guardano ‘al buon mondo antico’ di un passato che non esiste più portano a rimanere inevitabilmente isolati in una consunzione che potrebbe determinare la chiusura inevitabile di un glorioso istituto. Glorioso istituto ricco di esperienza e professionalità che tale deve rimanere negli anni a venire – sottolinea Poli -. La Legge regionale 43/2004, agli artt. 12 e 13, stabilisce che le Asp utilizzino le proprie risorse per fornire servizi che realizzano il miglior rapporto tra qualità e costi e definisce le Asp come Aziende che hanno personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia statutaria, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica ed operano con criteri imprenditoriali, improntando la loro attività a criteri di efficienza, efficacia ed economicità nel rispetto del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l’equilibrio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti da parte di altri enti. Da tali caratteristiche si evince che le Asp sono enti pubblici economici che operano sul mercato in regime di concorrenza con altri soggetti privati seppur senza scopo di lucro”.
“Se fino a poco tempo fa i posti letto erano tutti coperti costantemente e automaticamente dal sistema delle convenzioni con Usl e Società della salute, dal primo gennaio 2017 il sistema è cambiato – spiega Poli -. Infatti, la Regione Toscana, con la Delibera 995/2016, ha tolto il sistema delle convenzioni e ci ha messo sul mercato libero in concorrenza con tutti gli altri Istituti pubblici, privati e religiosi della Toscana. Ogni cittadino o il suo eventuale tutore può scegliere dove andare e da chi farsi dare assistenza senza più l’obbligo, per esempio, per i residenti delle Colline Metallifere di rivolgersi ad un istituto del posto. Quindi, se prima potevamo evitare di pensarci, ora è necessario e impellente pensare al futuro. Le altre Asp ci hanno già pensato e Massa Marittima è in forte ritardo, ma ancora in tempo. Stiamo risentendo dell’onda lunga degli ospiti che sono venuti da noi nel 2016, abbiamo davanti uno o forse due anni prima che si sentano gli effetti della ‘libera scelta’ dei cittadini. In questo arco di tempo o ci attrezziamo per affrontare il futuro, magari giocando di anticipo, o aspettiamo che le cose vadano avanti da sole e ci travolgano, lasciandoci solo rimpianti per le occasioni perse, ma senza la possibilità di poter tornare indietro”.
“L’Istituto Falusi è un’azienda pubblica e tale rimarrà, ma dovrà avere la migliore qualità ai costi più bassi o perlomeno a pari della concorrenza – sottolinea Poli –. Per questo, molti risparmi sono già stati attuati sui servizi, sugli acquisti, fatti associandoci con altri, sui contratti, sull’amministrazione. Attueremo a breve anche un incremento di efficienza energetica per diminuire ulteriormente i costi. Stiamo valutando con la Società della Salute l’acquisto delle strutture di Massa e possibilmente di Follonica. Ciononostante, il bilancio 2016 ha chiuso con un numero negativo pari a 43000 euro. L’entità della perdita, benché minima, è il segnale di una malattia che deve essere curata quanto prima e più efficacemente possibile”.
“La maggior parte dei servizi è già stata esternalizzata. Anche la lavanderia è stata data all’esterno, salvo il lavaggio degli indumenti personali degli ospiti che però ogni anno costa al Falusi circa ventimila euro in più rispetto a chi lo fa in grande per la maggior parte delle Asp toscane e quindi, a parità di qualità, con costi più bassi. Il lavaggio degli indumenti personali è un normale servizio che prevede il ritiro, il lavaggio, la disinfezione, le piccole riparazioni, il confezionamento in buste separate per ogni ospite e la riconsegna in reparto – prosegue Poli -. Inoltre, abbiamo in servizio a tempo determinato un personale addestrato e preparato a dare una prestazione di qualità. Ebbene, questo personale qualificato vorremmo restasse ad operare presso di noi per continuare a erogare la tipica qualità del Falusi. Da qui discende la necessità di trovare soluzioni atte a mantenere in servizio tutto il personale a tempo determinato. Per fare questo non possiamo appesantire il Falusi di costi superiori che i nostri concorrenti non hanno. Infatti, il contratto attualmente in vigore comporta che nei casi di assenza del personale si debbano pagare 2 e talvolta 3 lavoratori per un solo posto di lavoro, facendoci uscire dalla competizione di mercato con gli altri istituti similari”.
“Detto questo – conclude Poli –, continueremo a confrontarci con le Rsu e i sindacati provinciali per gli enti locali al fine di trovare una soluzione ai problemi adeguata e soddisfacente”.

