In programmazione a Grosseto – The Space Cinema
Snowden è la storia romanzata di quanto accaduto dal 2004 al 2013 ad Edward Snowden, tecnico informatico costretto ad abbandonare l’esercito a seguito della rottura di una tibia.
Cioè lo portera a servire il proprio Paese in modo diverso, inizialmente alla CIA, dove Snowden (Joseph Gordon-Lewitt, attore bambino in Una famiglia del terzo tipo e poi in molti film tra cui Inception e Sin City) trova nel direttore Corbin O’Brian (protagonista di Piovuto dal cielo e premio Bata per Not Only But Always) una persona disposta a scommettere su di lui.
Nel tempo Snowden viene a contatto con le pratiche della National Security Agency (NSA), che tramite il Foreign Intelligente Surveillance Act, legge che consente di aggirare il Quarto Emendamento, di fatto sorveglia la vita e le conversazioni di tutti i cittadini del mondo, americani compresi.
Quando poi Snowden viene assunto proprio dalla NSA, la misura ben presto si colma e comincia la battaglia per disvelamento di questo inganno, che porterà Edward ad una vita di isolamento e di occultamento, ma che gli consentirà di incontrare alcuni giornalisti liberi.
Oliver Stone firma con Snowden un altro film politico. Per tutta la pellicola, infatti, si respira l’aria opprimente che avevamo sperimentato con Le vite degli altri, che documentava le prassi, anche spicciole e maledettamente capillari, della Stasi nella Germania dell’Est. Ma, se possibile, Snowden è ancora più inquietante, poiché le vite spiate dei cittadini sono ammantate di una apparente normalità, magnificamente sottolineata dalla fotografia, che durante il film ci regala anche paesaggi mozzafiato.
Particolarmente impressionanti sono le sequenze relative al software che consente di ricercare qualunque informazione su chicchessia e quella relativa all’attivazione in automatico della webcam di un computer portatile . Senza contare un riferimento alle attività di bombardamento tramite droni, vissuta come un iperrealistico videogioco, al punto da sganciare ordigni sulla base di evidenze talvolta davvero grossolane,.
La storia del protagonista è costellata di contenuti tecnici, politica di sottobosco e riferimenti legali, per cui Oliver Stone romanza la vicenda di Snowden in modo da renderla digeribile anche al grande pubblico. Ed il risultato regge, anche grazie al sapiente utilizzo del flashback.Gli attori sono bravi ma evidentemente in secondo piano rispetto alla trama ordito da Stone.
Un appunto da fare al regista è però il fatto che, nella smania di rendere Snowden un eroe dei nostri giorni, Stone dimentica di umanizzarlo: la sua storia con Lindsay Mills (Shallene Woodley, era Amy in La vita segreta di una teenager americana) rimane sullo sfondo, appena accennata e marginale, al punto da rendere i personaggi decisamente troppo freddi.

