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CineVisioni: la recensione di Sausage Party – Vita segreta di una salsiccia

di Luca Ceccarelli
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In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

E se il cibo avesse un’anima? Se gli scaffali fossero popolati da salsicce e panini che amoreggiano per giorni prima di essere acquistati? Se il loro sogno fosse finire proprio finire nelle case degli umani?

Tutto questo è Sausage Party, il film di Greg Tiernan e Conrad Vernon (entrambi provenienti dal mondo dell’animazione ed all’esordio dietro la macchina da presa) che ci racconta la storia di Frank, un wurstel e Brenda, la fidanzata panino da hot dog. Insieme ai due protagonisti incontreremo Kareem Abdul Lavash, un lavash halal e Sammy Bagel Jr., il suo alter ego bagel kosher e molti altri cibi. Tutti sotto la minaccia della terribile lavanda vaginale, che medita vendetta per una rovinosa caduta che l’ha danneggiata.

I cibi sognano di arrivare nel Grande Oltre, che altro non è il mondo degli umani, che li porteranno, secondo loro, in un mondo fantastico nel quale tutti i loro desideri saranno realizzati. Scopriranno poi che le cose non stanno proprio così e comincerà una vera e propria guerra tra oggetti e persone.

Sausage Party è stato vietato ai minori di 14 anni non accompagnati da un adulto: un divieto sin troppo lieve, visto che il film non risparmia linguaggio scurrile, riferimenti sessuali espliciti e contenuti politicamente scorretti per praticamente tutti gli 89 minuti.

Durante il lungometraggio, infatti, ce n’è per tutti: la storia del Grande Oltre è infatti l’occasione per un attacco diretto al concetto stesso di religione, dalla creazione ad hoc per alleviare le sofferenze all’inganno del Paradiso che non esiste, con addirittura una citazione del “mito della caverna” di platoniana memoria. Inoltre, sono toccati anche il tema della convivenza tra arabi ed israeliani e naturalmente gli aspetti razziali e le discriminazioni verso il diverso.

Tuttavia, Sausage Party risulta scorretto ma non giudicante: agli umani avidi di cibo, noncuranti delle atroci sofferenze cui sottopongono i propri alimenti (salvo uno sporadico momento di autocoscienza) si contrappongono gli “abitanti” del supermercato, che manifestano un’analoga ossessione per il sesso. Insomma, due mondi dominati da pulsioni diverse ma altrettanto forti.

Questi ingredienti fanno di Sausage Party un film godibilissimo, dal ritmo serrato e dalla sceneggiatura completa ed interessante, a cui si perdona una parte centrale un po’ stanca in virtù di un’idea ottima, una realizzazione scoppiettante ed un buon finale. Naturalmente a patto che il proprio palato non sia troppo sensibile a linguaggi forti e riferimenti sessualmente espliciti. Farsi turbare da questi elementi, infatti, pregiudicherebbe il gusto di una pellicola che ha molto da offrire.

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