Si è chiuso domenica scorsa allo Spazio Alfieri di Firenze il Clorofilla film festival.
Dopo cinque mesi di proiezioni per un totale di 55 serate, 50 lavori proiettati e tante presentazioni di libri, il festival di cinema, promosso da Legambiente, ha concluso il suo percorso nella sala storica fiorentina dove, tra documentari e ospiti, si sono conosciuti i vincitori di questa edizione.
Per i documentari ha vinto “A tempo debito” di Christian Cinetto, una storia ambientata in carcere che ha colpito per la capacità di raccontare i tanti personaggi e le loro storie.
Per i corti è stato premiato “Bellissima” di Alessandro Capitani (nella foto), un lavoro che pone l’accento sulla comunicazione “virtuale” resa in questo caso dalla conversazione dei due protagonisti attraverso un muro e i condizionamenti sociali che spingono a non accettare il proprio corpo, specie nella comunità dei giovani così accecati dalle luci della ribalta del mondo dello spettacolo.
Una menzione speciale tra i corti è andata a “El mostro. La coraggiosa storia di Gabriele Bortolozzo” di Lucio Schiavon e Salvatore Restivo, per la poesia e la bellezza delle immagini d’animazione.
Il premio consiste in una piccola scultura di rame riciclato che rappresenta un albero e dove le foglie sono fotogrammi di pellicola.
La giuria
La giuria era formata per buona parte da alcuni allievi del corso di critica cinematografica organizzato da Fondazione Grosseto Cultura e tenuto da Mario Sesti: Flavia Musella, Margherita Papa, Cinzia Magi, Rossella Cascelli, Lorenzo Santoni, Raffaella D’Alise, Donatella Bigozzi, Sandro Cardoso, Lorenzo De Cesaris. Facevano inoltre parte della giuria anche Leonardo Camerota, Alice Bocchi e Federico Raponi.
Un ringraziamento particolare oltre che ai giurati, va ai luoghi e alle organizzazioni che hanno accolto Clorofilla nei loro spazi, oltre che al pubblico affezionato del piccolo festival.
Clorofilla a breve lancerà il nuovo bando per l’edizione 2016 e la vendita dei cinepanettoni Fiasconaro.

