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Cinevisioni: Mr. Cobbler e la bottega magica

di Luca Ceccarelli
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In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

Cosa fareste se poteste impersonare chi volete e (letteralmente) camminare nelle loro scarpe? E’ il dilemma cui si trova davanti Max (Adam Sandler, dallo Smitty de I Robinson, a Mr.Deeds, da 50 volte il primo bacioPixels), calzolaio erede di generazioni di calzolai, baluardo un po’ svogliato del commercio di vicinato.

Max scoprirà ben presto che poter prendere il posto di altre persone significa anche condividerne i segreti e spesso le disavventure. Così, spesso, il buon cuore e le buone intenzioni di Max si scontreranno con le vite degli altri, molto diverse dalle apparenze. Sarà un viaggio alla scoperta di se stesso, con i sani principi ed i buoni sentimenti che avranno sempre la meglio sulle tentazioni e sulle situazioni losche. Una su tutte: la “lei” di Max non poteva essere la supermodel, doveva essere invece l’attivista ispanica dal cuore grande.

Non manca, in Mr.Cobbler e la bottega magica, un finale che a molti ricorderà una scena di Star Wars.

Il cast è importante: oltre a Sandler, ci sono Dustin Hoffman e Steve Buscemi, che non hanno certo bisogno di presentazioni.

Il film ha avuto vita travagliata: girato nel 2014, è ben presto finito nel mercato degli home video ed in quello del video on demand. Approda in Italia a distanza di due anni, in un periodo tutt’altro che favorevole per i lanci cinematografici.

Con queste premesse ci si può legittimamente aspettare un disastro. Ma tale appellativo è decisamente ingeneroso nei confronti di questa pellicola. Si tratta di una commedia agrodolce che tenta di far riflettere senza rinunciare alla leggerezza. Ed in parte ci riesce: i 98 minuti di durata scorrono amabilmente e ben presto ci si affeziona ai personaggi, ben tratteggiati nel caso dei protagonisti e sufficientemente variegati nei ruoli secondari.

In realtà è l’intero meccanismo a funzionare, inserendoci in una storia nella quale convivono il tema principale, ovvero vivere la vita altrui e scoprirne i lati meno prevedibili ed oscuri, insieme a piccoli affreschi di vita newyorkese, ivi compreso il triste viale del tramonto dell’umanità più profonda di alcuni quartieri, forzosamente riconvertiti a residenziale per clienti ad alto reddito.

Tom McCarthy, l’acclamato regista di Spotlight, qui dirige ed è co-sceneggiatore, risultando convincente in ambo i ruoli. Il finale, però, è fatto apposta per lasciare un buon sapore dolce allo spettatore ma risulta debole, caricaturale e di fatto scollegato con il leit motiv del film. Un po’ di attenzione in più e questa commedia avrebbe meritato una sufficienza piena.

 

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