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Pompea e Priscilla tornano in mare

di Redazione
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Sta per giungere all’epilogo l’avventura di due delle tartarughe marine soccorse nei mesi passati dai pescatori e curate presso il Centro Recupero Tartarughe Marine del Club Subacqueo grossetano. I due animali torneranno in mare il 20 maggio alle 10 presso lo stabilimento balneare “Nettuno” a Marina di Grosseto.
Pompea (nella foto) e Priscilla erano rimaste accidentalmente intrappolate nelle reti.

La più grande, Pompea, un esemplare di femmina adulta, era finita nella rete del peschereccio Ciclone una mattina di metà marzo ed è stata soccorsa dall’equipaggio comandato da Renato Dell’Aquila che ha agito congiuntamente alla Capitaneria di Porto di Castiglione della Pescaia. La riabilitazione di questa tartaruga è stata relativamente semplice, visto che ha iniziato ad alimentarsi autonomamente quasi da subito e che gli esami di routine, eseguiti da Claudio Marioni, il medico veterinario che segue il CRTM (Centro Recupero Tartarughe Marine), non hanno rilevato alcun tipo di patologia.
La storia di Priscilla invece è un po’ diversa: la giovane tartaruga era rimasta intrappolata nelle reti da posta a Marina di Grosseto in una giornata di condizioni meteo marine particolarmente avverse.
“Questo tipo di cattura accidentale è ancor più pericolosa per questi animali – afferma la dottoressa Letizia Poggioni del CRTM -, poichè queste reti vengono calate per molte ore e quindi se una tartaruga vi rimane impigliata rischia l’annegamento. L’intervento tempestivo del pescatore Luciano Fioretti è stato decisivo per evitare all’animale danni irreversibili”.
“La storia di queste due tartarughe ha avuto un lieto fine, stiamo per riaccompagnarle al mare, purtroppo però quest’anno non è stato molto fortunato dal punto di vista dei recuperi – dice la dottoressa Luana Papetti, responsabile scientificodel CRTM. Tante le tartarughe spiaggiate, morte, e due esemplari molto grandi soccorsi ormai in fin di vita, per i quali, nonostante l’attivazione delle procedure di emergenza, non è stato possibile fare nulla.”
“Quando un animale di questa specie muore è per noi una grave perdita perchè oltre al dispiacere personale c’è la triste consapevolezza, che questi animali si stanno avviando verso l’estinzione. Il nostro impegno quotidiano di tutela tuttavia prevede anche la ricerca su campioni di tessuto prelevati sia da esemplari vivi sia da quelli deceduti, analizzati poi presso il Dipartimento di Scienze fisiche, della Terra e dell’ambiente dell’Università di Siena, col quale il CRTM ha in piedi una collaborazione da anni. In particolare lo studio ecotossicologico di questi campioni sara’ argomento della tesi magistrale della dottoressa Poggioni che fa parte del nostro staff”, continua Papetti.
Dopo la liberazione di questi due esemplari, nel Centro rimarrà la tartaruga Olà, spiaggiatasi a novembre a Marina di Grosseto e soccorsa dagli uomini della Capitaneria coordinati dal comandante Andrea Porzio e che tanti bambini già conoscono bene. Olà potrà essere visitata all’interno della struttura da scuole e famiglie chiamando il numero 3384876614.
Oltre al centro di riabilitazione e struttura di ricerca, il CRTM è anche Centro Comunale di Didattica sul Mare ed ospita quotidianamente scuole dell’infanzia e primarie: i numerosi bambini, che visitano con grande entusiasmo l’ospedale delle tartarughe, conoscono questi animali, la loro ecologia, l’ecologia dei sistemi marini e vengono sensibilizzati al rispetto dell’ambiente tramite laboratori ludico-didattici. Quest’anno il CRTM ha anche realizzato un App sul mare (Amamaremma, scaricabile gratuitamente su iOS e Android) in collaborazione con classi del Liceo Rosmini, dell’ISIS Leopoldo II di Lorena e Liceo Artistico. Proprio con quest’ultima scuola è in corso un progetto per la realizzazione di supporti didattici museali che verranno creati dagli studenti stessi.
“Tutte le varie attività riguardanti le tartarughe svolte nell’ambito del progetto Tartamare (Club Subacuqeo Grossetano) – afferma la dottoressa Poggioni – sono visibili sulla pagina Facebook Tartamare, che in pochi mesi dalla sua apertura ha già raggiunto più di 800 follower, a testimonianza che la popolazione locale, e non solo, è particolarmente sensibile e interessata alle problematiche ambientali”.
In particolare lo staff del CRTM ci tiene a ringraziare i pescatori, primi soccorritori delle tartarughe in mare, il settore Attività faunistiche dell’Ufficio Territoriale di Grosseto della Regione Toscana per la sua costante disponibilità, l’ Osservatorio Toscano della Biodiversità per il suo ruolo di coordinamento, e tutti i numerosi sostenitori della nostra città che contribuiscono in vari modi all’attività di recupero degli animali, tra i quali: Locanda dei Medici, Fattoria San Felo, Farmacie Zuccheri, Fidia, La Gerbera, Il Fabbro di Luca Cioffi. Si ringrazia inoltre la Pescheria Canuzzi, che quasi ogni giorno fornisce pesce fresco per gli ottimi pranzetti delle nostre tartarughe.

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