Home GrossetoFurto alla Chelliana, il M5S: “Struttura inadeguata a causa di scelte assurde delle amministrazioni”

Furto alla Chelliana, il M5S: “Struttura inadeguata a causa di scelte assurde delle amministrazioni”

di Redazione
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Non entreremo nel merito della questione. Ma sul furto avvenuto alla biblioteca Chelliana due parole dobbiamo comunque dirle”.

A dichiararlo, in un comunicato, è il Movimento Cinque Stelle di Grosseto.

Sì, perché è impossibile pensare a una gestione della cosa pubblica così raffazzonata. Il problema non sono i dipendenti, sia chiaro: il pesce, come si suol dire in Maremma, puzza dalla testa – continua il comunicato -. Esiste un sistema di allarme e videosorveglianza in quei locali? E dei protocolli di lavoro chiari e sicuri? Insomma, quella struttura è adeguata a ospitare una biblioteca delle dimensioni e dell’importanza della Chelliana? No. E infatti le amministrazioni passate hanno lasciato lì il cuore della cultura cittadina. Per vent’anni. Bella mossa”.

Oggi tutti apprendono la notizia del furto con fare sbigottito. Ma il problema non è il colpo in sé (anzi, ci auguriamo che quanto prima chi di dovere ne venga a capo), quanto lo stato comatoso in cui è tenuto uno di quelli che dovrebbero essere i punti fermi della città. Adesso vi/ci diranno che la struttura sta per tornare a palazzo Mensini, la sede storica di via Mazzini. Sì. Vero. Sta per tornare lì al pian terreno, mentre il resto dello stabile continuerà a essere abbandonato a se stesso. Grosseto non merita tutto questo – continua la nota -. Il M5S presenterà un’idea concreta destinata a far rinascere tutto palazzo Mensini e riformare l’apparato organizzativo del Municipio, a partire da chiare responsabilità di controllo, gestione e procedure operative efficaci che evitino problemi di questo genere. Daremo inoltre un netto taglio alla burocrazia. Basta con il governo dei partiti e degli amici degli amici. Basta con chi sommerge la gente di promesse e poi, alla prova dei fatti, sbatte la più grande biblioteca pubblica per vent’anni in periferia, in una sede insicura e poco accessibile”.

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