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Potenziamento della rete viaria urbana, valorizzazione delle aree demaniali in dismissione, promozione dell’attività “100.000 orti in Toscana”, adozione della disciplina del “Territorio aperto”, incentivazione fiscale per investimenti in sicurezza e in attività produttive.
Sono questi i punti principali su cui si fonda il piano per l’urbanistica 2016-2021, illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa da Paolo Borghi, candidato del Partito democratico alle primarie di coalizione che decideranno chi scenderà in campo, nel centrosinistra, alle prossime elezioni amministrative di Grosseto.
“Il regolamento urbanistico del Comune di Grosseto e stato adottato per la prima volta nel marzo del 2011 – ha spiegato Borghi – . Successivamente alla prima adozione, l’iter amministrativo relativo all’approvazione dell’atto di governo del territorio ha visto una nuova parziale ri-adozione nel 2013 fino a giungere all’approvazione definitiva nel dicembre 2015. A distanza di cinque anni dall’entrata in vigore, il regolamento urbanistico necessita quindi di interventi organici di revisione, oltre che di una seria programmazione in materia di realizzazione, a carico del Comune, delle previsioni strategiche previste. Questo perché nel frattempo sono mutati le condizioni del quadro socio-demografico cittadino, il contesto macroeconomico, gli indirizzi amministrativi e il quadro normativo di riferimento, dato che la Regione Toscana ha approvato il piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico e la nuova legge regionale per il governo del territorio”.
“In considerazione della particolare collocazione geografica della città, lambita ad est dal fiume Ombrone, dall’Aurelia e dalle colline, delle caratteristiche morfologiche del terreno, che dal confine ovest della città si estende fino verso la costa – ha sottolineato il candidato –, il nuovo piano di espansione urbana di Grosseto negli anni compresi tra il 2016 e il 2011 guarderà verso il mare”.
Potenziamento della rete viaria urbana
Secondo il piano elaborato da Borghi, il potenziamento della rete viaria di Grosseto si articolerà in quattro punti: realizzazione della viabilità alternativa di collegamento tra viale Europa e la zona artigianale nord, per un costo stimato di 750mila euro; realizzazione del sovrappasso ferroviario di collegamento tra via Giada e la zona artigianale nord (il cui costo è da determinare); riqualificazione dell’ingresso nord della città (per un costo presunto di 1 milione è 140mila euro) attraverso il raddoppio della carreggiata in via Aurelia Nord e la realizzazione della “Bretella Ovest”; riqualificazione dell’ingresso sud di Grosseto attraverso la realizzazione della “Bretella Est” e la realizzazione del collegamento tra la Strada Provinciale 154 e la zona artigianale sud.
Valorizzazione aree demaniali in dismissione
Questo intervento interesserà la caserma “Barbetti”(ex Ansaldo) in via Senese, l’area dell’Aeronautica militare nei pressi di Marina di Grosseto, il compendio “Vivarelli” in via Mazzini, il poligono di tiro in via del Tiro a Segno e la caserma dei Carabinieri di Marina di Grosseto.
“Con la firma, prevista entro il mese di febbraio, del protocollo di intesa tra Ministero della Difesa, agenzia del Demanio e Comune di Grosseto si darà il via ad un percorso di valorizzazione di questi immobili – ha spiegato Borghi – Il tutto all’interno di un quadro complessivo di riorganizzazione del patrimonio immobiliare in coerenza con gli indirizzi di sviluppo della città”.
Promozione dell’attività “100.000 orti in Toscana
“La Giunta regionale ha recentemente approvato le linee guida per la realizzazione dell’iniziativa ‘100.000 orti in Toscana’, per la cui attuazione ha stanziato quasi 3 milioni di euro da utilizzare da qui al 2018 – ha dichiarato il candidato -. Sono stati approvati sia il modello di bando che permetterà ai comuni di selezionare i soggetti che gestiranno i vari complessi di orti, sia quello che servirà ad assegnarli ai cittadini che ne faranno richiesta. Lo scopo dell’iniziativa è incentivare l’agricoltura toscana di qualità, valorizzare il terreno limitrofo al tessuto urbano, offrire un’opportunità alle associazioni, che gestiranno i complessi di orti sociali, ed ai singoli cittadini, che potranno usufruire gratuitamente di questa iniziativa”.
“Per delibera regionale – ha spiegato Borghi –, i singoli orti avranno una dimensione tra 32 e un massimo di 100 metri quadrati, i complessi di orti ne conterranno tra i 20 e i 100, ai Comuni andrà un finanziamento compreso tra i 50.000 e i 130.000 euro, che rappresenterà circa il 70% delle risorse necessarie”.
Adozione disciplina del “Territorio aperto”
Si tratta di uno strumento per regolare lo sviluppo del territorio esterno al centro urbano.
“Dovrà essere garantita la possibilità di realizzare tutta una serie di manufatti, necessari alla conduzione delle aziende agricole, tra cui silos, trincee, serbatoi, ad interpretazione dell’art. 70 della Legge regionale 65/2014. Questo anche in assenza del piano di miglioramento agricolo ambientale – ha dichiarato il candidato – Tale opportunità permetterà alle aziende agricole di realizzare manufatti particolari innovativi e/o necessari alle esigenze aziendali. Dovrà essere rimosso il divieto di edificare in fondi agricoli inferiori a 3.00.00 ettari, introdotto a seguito della conferenza paritetica: in particolare, dovranno essere inserite deroghe per il ‘Territorio’ aperto relative all’attuazione dell’’agricoltura amatoriale’ ed il recupero di ‘aree degradate’. Con tale riformulazione saranno fatte salve, inoltre, le aziende agricole ‘sotto i minimi’ non soggette al rispetto delle superfici fondiarie”.
“Per quanto concerne i centri aziendali, dovrà essere introdotta la possibilità di delocalizzare stalle per l’allevamento di bestiame e simili nel rispetto della normativa igienico-sanitaria – ha spiegato Borghi –, al fine di strutturare in maniera funzionale i centri aziendali e far coesistere le varie attività aziendali e soprattutto far coesistere le varie attività aziendali (residenza, attività produttive, agriturismo, ristoranti di campagna, ecc.). Dovrà essere inoltre data ‘dignità funzionale’ ai piccoli appezzamenti di terreno, che non hanno niente a che vedere con le aziende agricole, ma sono comunque oggetto di coltivazione. Ciò attraverso la revisione dell’articolo 132, relativo all’’agricoltura amatoriale’”.
“Dovrà essere interamente recepito l’art. 70 della Legge regionale 65/2014 relativo alle installazione dei manufatti temporanei non più finalizzati a 2 anni di permanenza; questi manufatti potranno essere posizionati per tutta la durata dell’esigenza aziendale – ha continuato Borghi -. L’attivazione di tali disposti normativi permetterà all’imprenditoria agricola di ‘gestire’ eventuali mutate esigenze aziendali, inaspettate plusvalenze di prodotti invenduti, raccolti eccedenti, ecc… Bisognerà inoltre introdurre il concetto di ‘sostituzione edilizia’. Andranno poi individuati gli imprenditori agricoli titolari di tali opportunità al fine di facilitare le rivisitazioni e i cambiamenti funzionali e logistici del centro aziendale. L’introduzione del concetto di ‘sostituzione edilizia’ renderà maggiormente ‘riorganizzabile’, in relazione a sopravvenute diverse esigenze, il centro aziendale in quanto non più presenti i limiti quantitativi del ‘trasferimento di volumetria’”.
“Dovrà essere inoltre introdotto un limite per cui il piano di miglioramento agricolo aziendale potrà eccedere i parametri del Piano territoriale di coordinamento provinciale relativi a volumetrie, terreni e coltivazioni, oltre il quale assumerà il valore di piano attuativo. Tale articolato renderà il procedimento di validazione del ‘piano aziendale’ più efficace per quelle aziende articolate e di maggiori dimensioni, che necessitano di volumetria eccedente i parametri – ha sottolineato il candidato -. Si dovrà infine normare il territorio aperto classificato ad ‘esclusiva funzione agricola’, quindi identificabile in tutta la piana grossetana, cosi da consentire, mediante il recupero del patrimonio ad uso agricolo esistente, previa deruralizzazione della volumetria, la realizzazione di un’abitazione civile”.
Incentivazione fiscale per investimenti in sicurezza
“Al fine di incentivare l’installazione di impianti tecnologici e di mezzi che hanno l’obiettivo di impedire il verificarsi di episodi di criminalità e microcriminalità, quotidianamente all’ordine del giorno, si potranno prevedere, anche a livello urbanistico, accorgimenti normativi che prevedano l’istituzione di incentivi mediante una riduzione degli oneri concessori, per coloro che intendono dotarsene – ha spiegato Borghi -. L’amministrazione comunale metterà invece a disposizione, attraverso un bando pubblico, la possibilità di ottenere un rimborso parziale per tutti quei cittadini che, pur volendo installare i dispositivi di sicurezza personali, si trovano a realizzare interventi edilizi non soggetti al pagamento di oneri concessori e, di conseguenza, non potrebbero accedere alle premialità offerte dall’articolo 18 delle nuove tecnologie applicate così come modificato”.
Incentivazione fiscale per investimenti in attività produttive
“Si potrà incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro mediante una riduzione degli oneri concessori, per coloro che intendano investire nel territorio per la creazione di nuove aziende in grado di offrire occupazione di qualità, promozione della regolarità del lavoro, sicurezza sui diritti lavorativi delle persone diversamente abili – ha concluso il candidato -. Tali nuovi incentivi potranno essere un aiuto al raggiungimento di un assetto del mercato del lavoro che punti sulla qualità e l’inclusione sociale. Attraverso la modifica all’articolo 18 delle nuove tecnologie applicate si punterà a privilegiare le imprese che a seguito della realizzazione di nuovi stabili o per interventi di ristrutturazione di immobili esistenti per fini lavorativi, assumeranno a tempo indeterminato”.


1 commento
Programma corposo e ambizioso ma di grande stimolo per tutte le categorie non solo imprenditoriali e professionali ma anche sociali ed economiche. Una vera e propria sfida per il futuro di Grosseto per la quale il candidato a Sindaco Paolo Borghi ci sta mettendo coraggiosamente la faccia e la reputazione politica personale.Se il tutto, nell’ipotesi dì una sua vittoria non solo alle primarie PD-Centrosinistra ma in quelle successive piu’ importanti del giugno di quest’anno, se il tutto dicevo si rivelasse un bluff il primo a rimetterci sarebbe proprio lui in persona. Per il momento, comunque, proviamo a dargli fiducia e auguriamogli un sincero “in bocca al lupo”!