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Rifiuti, associazioni ambientaliste e Movimento 5 Stelle contro il Comune

di Redazione
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Le Associazioni ambientaliste presenti oggi al Consiglio comunale di Grosseto, convocato sul tema dei rifiuti urbani, escono amareggiate e deluse, sia per la scarsa presenza dei consiglieri del PD, che stava per far saltare il Consiglio per mancanza del numero legale, sia per i contenuti delle risposte date dall’Amministrazione comunale alla richiesta dell’ estensione rapida della raccolta differenziata porta a porta a tutta la città e dell’offerta sul mercato locale delle materie prime da recuperare.

“Non sono serviti i tanti vantaggi documentati e prodotti dal Ministero dell’Ambiente e dalla Comunità Europea che tale scelta produrrebbe: minori tariffe ai cittadini, più occupazione stabile e locale, migliore qualità dell’aria e della salute (evitando l’incenerimento), maggiore  partecipazione e consapevolezza sociale nella difesa dell’ambiente e nel risparmio energetico – si legge in una nota congiunta di Forum Ambientalista, provincia di Grosseto; Italia Nostra, provincia di Grosseto e del Comitato Beni Comuni, provincia di  Grosseto.

La Giunta uscente è consapevole che neppure nel 2016/2017 verrà rispettato l’obiettivo di legge della raccolta differenziata al 65%. Lo testimoniano le considerazioni dell’assessore Tei, circa i numeri che consentiranno di non subire nel 2016/2017 le penali dal gestore delle Strillaie, numeri validi solo a condizione che la raccolta differenziata non cresca troppo: c’è solo uno spazio aggiuntivo per un incremento di organico raccolto e da compostare, ma non anche per la raccolta delle carte, vetro e plastiche –  prosegue la nota -.

Deludenti anche le considerazioni dell’assessore Carosi, secondo cui bisogna aspettare che prima il mondo imprenditoriale decida di investire negli impianti di recupero di materia e, solo dopo la loro realizzazione, le Amministrazioni pubbliche potranno organizzare la raccolta differenziata spinta e l’offerta sul mercato delle materie raccolte in modo differenziato, invertendo completamente la logica economica, che impone gli investimenti solo a fronte di piani finanziari certi e concreti di utilizzo degli impianti da realizzare. Quale imprenditore potrebbe investire quando tutte le scelte e gli errori evidenti commessi in questi anni dalle Amministrazioni pubbliche locali sono andate solo ed esclusivamente a favorire gli interessi legati alla filiera dell’incenerimento?

Misere  anche le risposte per giustificare il fatto indiscutibile che siamo gli ultimi nella raccolta differenziata e i primi nel costo del servizio. Secondo la Giunta gli incrementi di tariffa degli ultimi anni sarebbero dovuti ai costi della bonifica delle Strillaie, alla presenza del turismo o ancora alla totale copertura dei costi in tariffa, come se negli anni passati tali condizioni erano assenti o come se tali condizioni sono esclusivamente presenti nel comune di Grosseto e non invece condizioni presenti in tante altre realtà.

Un solo fatto positivo – concludono le associazioni ambientaliste – : la possibilità di un confronto serrato e democratico, ottenuto anche per la disponibilità e pazienza del Presidente del Consiglio comunale”.

Ecco invece l’intervento di Giacomo Gori, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Grosseto:

“’Faremo, progetteremo, organizzeremo’. I soliti bla, bla, bla. Intanto i cittadini continuano a frugarsi in tasca e subire tariffe stratosferiche. Grosseto rimane fanalino di coda per raccolta differenziata e ci sentiamo dire da chi governa e da chi gestisce il tutto che no, i problemi non ci sono.
Abbiamo atteso due anni per avere risposte riguardo il tema dei rifiuti. E stamani non sono comunque arrivate. Solo parole. Vuote.
E pensare che c’è chi ha sollevato enormi problemi dal punto di vista giuridico, economico, amministrativo e di salvaguardia della salute. La verità è che questo sistema di gestione dei rifiuti non doveva essere messo in piedi.
I consorzi di filiera ingessano il mercato. Eppure nessuno dice nulla. Chi raccoglie i rifiuti, poi, non può essere lo stesso soggetto che li valorizza. 
Invece niente. Il sistema politico regionale guidato dal Pd ha creato degli inutili pachidermi: gli Ato. 
Occorre tornare indietro. Il M5s resta convinto che i rifiuti siano davvero una risorsa da valorizzare. Un qualcosa su cui poter creare posti di lavoro in un’ottica di piccola e media impresa. Per questo crediamo nella necessità di andare contro ogni logica di area vasta. In questo come in tutti gli altri ambiti, dalla salute alla gestione dell’acqua o dei trasporti. 
Nel gennaio dello scorso anno abbiamo presentato due mozioni: una contesta la non conformità della legge regionale alla disciplina nazionale e chiede al Comune di attivarsi con la Regione per una modifica dell’attuale impianto normativo. I rifiuti devono essere gestiti tramite ambiti territoriali omogenei più piccoli e soggetti che si riuniscono medianti convenzioni o unioni di comuni, ma non tramite consorzi di funzione (schema su cui invece si fonda l’attuale autorità). Altro che una convenzione fino al 2040 come quella che ci lega. L’altra mozione è dedicata alle criticità che abbiamo riscontrato nel bando di gara e nel contratto di servizio.
A causa della mancanza del numero legale di consiglieri presenti in aula nessuno di questi due atti è stato discusso. Ancora una volta la gente non ha avuto le risposte che doveva avere. La stessa gente che si ritrova il portafoglio sempre più leggero a causa di una politica amministrativa inadatta a governare”.

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